Il trend del mercato dell’auto è positivo e la ripresa è reale, ma il momento non è ancora facile

Intervista ad Andrea Cardinali, Direttore Generale UNRAE sullo stato attuale delle cose nel settore automotive.

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Serena Cappelletti

Giornalista e autrice di programmi tv del settore Automotive

Giornalista, autrice e conduttrice di programmi tv, PR specializzata, sempre nel settore dell'Automotive. L'ultima esperienza l’ha vista responsabile della comunicazione dell'Autodromo Nazionale Monza. Interviste esclusive, prove auto e un nuovo format video: Serena sarà il volto [e la voce] di Virgilio Motori.

A settembre il mercato dell’auto conferma la ripresa già avviata ad agosto dopo 13 mesi consecutivi di flessioni. Il dato del mese indica infatti 110.976 immatricolazioni, con una crescita del 5,4% rispetto alle 105.318 unità di settembre 2021. Nei primi nove mesi le auto nuove immatricolate salgono a 976.055 unità, ma rispetto allo stesso periodo 2021 resta una perdita di circa 190.000 vetture, ossia un calo del 16,3%.

A distanza di ben 2 mesi dall’approvazione, è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM del 4 agosto scorso, un passo necessario per sbloccare l’utilizzo dei fondi destinati agli incentivi per le auto a zero o bassissime emissioni anche da parte delle aziende di noleggio a lungo termine.

Ora però – in modo assai sorprendente – sembra emergere una interpretazione estremamente restrittiva del provvedimento, secondo la quale i fondi destinati al noleggio non sarebbero altri che quelli precedentemente stanziati per il car sharing, e ad oggi largamente inutilizzati, che però ammontano a soli 20 milioni di euro, appena il 5% del totale per un canale che normalmente assorbe il 20% dei volumi di vetture che beneficiano degli incentivi.

“Questa interpretazione svilisce enormemente la portata del provvedimento – sottolinea il Direttore dell’UNRAE Andrea Cardinali – e non corrisponde affatto alle aspettative del settore, lasciando del tutto irrisolto il problema del pieno utilizzo dei fondi”.

Commentando i dati di settembre, Cardinali afferma: “La forte flessione della quota di auto plug-in scese a settembre al 4% (la seconda più bassa dell’anno) e l’appiattimento di quella delle elettriche pure al 4,5% (dimezzando quasi l’8% di settembre 2021), è un chiaro indice del definitivo esaurimento dell’effetto incentivi 2021 e del fatto che gli incentivi 2022 non siano ancora a pieno regime dopo 3-4 mesi dall’attivazione della piattaforma”.

L’analisi del mercato del mese evidenzia, fra gli utilizzatori, un calo delle immatricolazioni dei privati, che scendono al 59,1% di quota (-7,5 p.p.) in settembre, in linea con il 59,2% dei primi 9 mesi. Nuova flessione per le autoimmatricolazioni, all’8,2% di share (8,5% nel cumulato). Ottima performance per il noleggio a lungo termine che rappresenta il 23,5% delle immatricolazioni del mese, grazie al buon andamento di Top e Captive; in gennaio-settembre la quota è del 21,6%. Seppur con un’ottima crescita in volume, nel mese il noleggio a breve termine si ferma al 2,7% (4,6% nei 9 mesi); le società salgono al 6,5% di quota in settembre e al 6% in gennaio-settembre.

Salgono le immatricolazioni di benzina e diesel

Tra le alimentazioni, alla crescita del motore a benzina (27,2% di quota nel mese, +2,2 p.p., e 27,8% nel cumulato) si affianca un incremento del diesel che, invertendo il trend di flessione dei volumi, si posiziona al 19,3% di share, in linea con lo scorso anno (20,3% nei 9 mesi).

Leggera contrazione per il Gpl che rappresenta l’8,7% del mercato, quota in linea con l’8,6% del cumulato. Il metano conferma la tendenza di pesante flessione, fermandosi allo 0,6% di rappresentatività (0,9% nei 9 mesi). Come anticipato, nonostante gli incentivi, le vetture plug-in con il 4% confermano la seconda quota peggiore da febbraio 2021 (5,0% in gennaio-settembre) e le BEV si posizionano al 4,5% (3,6% nel cumulato). In crescita dinamica le ibride che si posizionano al 35,7% del totale (33,8% in gennaio-settembre); con un 9,1% per le “full” hybrid e 26,6% per le “mild” hybrid.

Una crescita generalizzata dei volumi interessa i segmenti, fatta eccezione per le city car che si fermano al 15,9% di share (15,4% nel cumulato). Le utilitarie nel mese salgono al 38,4% (39,7% nel cumulato); il segmento C rappresenta in settembre il 28,5%, il D il 14%, E il 2,9% e l’alto di gamma lo 0,4%.

Fra le carrozzerie, in settembre le berline tornano in territorio negativo e perdono nuovamente la leadership, fermandosi al 40,3% di quota (come nel cumulato). Al primo posto i crossover, al 41,7% (42,6% nei 9 mesi) e al terzo i fuoristrada con l’11,1% del mercato (10,5% in gennaio-settembre).

Dal punto di vista delle aree geografiche, il Nord Ovest torna al primo posto, con il 32,3% di quota. Il Nord Est scende al 28,3%, il Centro sale al 23,9%, l’area meridionale si ferma al 10,4% e quella insulare al 5,1%.

L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2

Le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni in settembre crescono del 4,9% a 119,3 g/Km. In gennaio-settembre le stesse sono pari a 118,7 g/Km (-2,0%).

L’analisi delle immatricolazioni di settembre per fascia di CO2 riflette l’andamento nel mese di auto BEV e PHEV: la fascia 0-20 g/Km rappresenta il 4,5% del mercato e la quota della 21-60 g/Km il 3,7%. La fascia 61-135 g/Km rappresenta il 65,2%, mentre la quota delle vetture da 136 a 190 g/Km si assesta al 22,7%, e quella della fascia oltre i 190 g/Km al 2,2%.

Auto elettriche

L’immediato futuro dell’automotive

“Guardando all’immediato futuro – sottolinea Cardinali – auspico che possa insediarsi al più presto il nuovo Esecutivo, al quale assicuriamo la nostra disponibilità a collaborare e a portare la nostra esperienza a supporto del delicato processo di decarbonizzazione del trasporto passeggeri e merci”.

I temi che l’UNRAE si augura entrino nell’agenda del nuovo Governo per consentire al settore automotive di accelerare nel percorso di transizione, vertono  su tre assi principali: “In primo luogo – ricorda Cardinali un robusto stimolo al rinnovo di un parco circolante molto anziano che causa conseguenze drammatiche in termini ambientali e di sicurezza stradale. Occorre, poi, accelerare l’infrastrutturazione di tutto il territorio nazionale con punti di ricarica pubblici e privati, indicando chiaramente tempi, luoghi, tipologie di colonnine da installare e soggetti incaricati di gestire gli investimenti. Infine, una revisione strutturale della fiscalità che pesa sul settore, sia nei confronti dei privati sia delle aziende. Il tutto – conclude – facendo salve le esigenze di equità sociale e di coesione territoriale”.