Vendite auto in crescita ad aprile ma c’è un dato che allarma

Ad aprile, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, sono state immatricolate 171.379 autovetture, con una crescita del +6,5% rispetto alle targhe registrate ad aprile 2017.

Il primo quadrimestre segna di conseguenza un aumento del +0,24%, con 745.945 auto immatricolate rispetto alle 744.131 di gennaio-aprile 2017. Tra i canali di vendita, ad aprile si registra la crescita delle immatricolazioni a privati (+6,32%), a società (+2,92%) e a società di noleggio (+11,61%).

Il dato complessivo di aprile – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, l’Associazione che rappresenta i Concessionari auto di marche nazionali ed estere, aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia – è stato positivamente influenzato dall’effetto calendario, per la presenza di un giorno lavorativo in più rispetto allo scorso anno. La crescita delle immatricolazioni a privati è spiegata dalla risposta positiva di questo canale alle massicce promozioni messe in atto nel mese per alleggerire gli stock di auto nuove delle reti concessionarie accumulati nel primo trimestre. Sempre significativo il concorso dei KM0 che contribuiscono al dato generale e in particolare nella spinta alla chiusura del mese’‘.

Secondo Federauto, sulla base dei dati del CED del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, negli ultimi tre giorni di aprile è stato registrato oltre il 48% del totale immatricolato del mese, con punte allarmanti del 60% per alcuni marchi.

Secondo le elaborazioni Dataforce, le autoimmatricolazioni di case e concessionari sono stimate in oltre 25.000 pezzi, con una rappresentatività di quasi 15% sul totale.

In conclusione, De Stefani Cosentino sottolinea: ”Siamo molto preoccupati per il protrarsi dell’impasse sulla formazione del nuovo Governo. Ci uniamo alle dichiarazioni già espresse dal Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sulla imprescindibile necessità di disinnescare le clausole di salvaguardia che porterebbero un aumento dell’aliquota IVA al 25%. Il nostro settore ne sarebbe colpito in modo pesantissimo: vale la pena ricordare che detto aumento, misurato sul valore medio delle vetture vendute, comporterebbe un incremento del prezzo di circa 630 euro a veicolo”.

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