Toyota Yaris Hybrid-R: quando l’ibrido è da corsa. Foto

La casa giapponese mette tutta la tecnologia in una piccola bomba a 4 motori e 420 CV

Automobili ibride. Oggi tutti ne parlano e quasi tutte le case automobilistiche propongono i loro progetti di auto dotate di un motore tradizionale e di un altro elettrico, capaci di lavorare in sintonia tra loro per ottenere prestazioni migliori e consumi inferiori.

Fino a non molto tempo fa, tuttavia, non erano in molti a credere a questa tecnologia; oggi invece, i progressi nel settore hanno promosso l’ibrido come soluzione pratica ed efficiente. Può quindi rallegrarsi Toyota, che ben 16 anni fa investì, prima e unica, in questa tecnologia in un modello di serie, la Toyota Prius di prima generazione.

E adesso, dopo una lunga evoluzione del sistema in tutte le due componenti, Toyota propone una specie di auto laboratorio, la Yaris Hybrid-R: un condensato di tutto quello che è stato raggiunto con questa tecnologia, e quello che si potrà ottenere nelle prossime generazioni di ibride.

E il contesto migliore per farlo è realizzare un’auto capace di esprimere il massimo delle prestazioni in pista, portando all’estremo tutta la tecnologia disponibile. Punto di partenza è la compatta Yaris a tre porte, che per l’occasione è stata trasformata in una sportiva cattiva anche nell’estetica, con grande muso nero, enormi prese d’aria aggiuntive per l’impianto frenante, profili in blu (tra cui le sottili luci diurne a LED), spoiler e appendici aerodinamiche.

Le grandi ruote misurano 18", con gomme sportive Michelin con impronta asimmetrica, mentre all’interno i sedili racing sono firmati Recaro, in pelle e alcantara blu, materiale che ricopre anche la plancia e il volante sportivo con selettori delle modalità "track" o "road", e della funzione "boost" per ottenere il massimo della spinta.

E che spinta! La meccanica prevede un motore 1.6 turbo a benzina sviluppato da Toyota Motorsport con potenza di 300 CV e coppia massima di 420 Nm; questo è collegato a due motori elettrici da 60 CV, collocati posteriormente, che insieme, per 5 secondi, possono raggiungere un picco di potenza di 120 CV.

La potenza totale della piccola Yaris è così di 420 CV, con recupero di energia in frenata che può essere restituita quando serve, grazie a un super-accumulatore sotto il sedile posteriore; c’è anche un terzo motore, anch’esso da 60 CV, che ha funzioni di generatore anche in accelerazione.

Non manca un sistema avanzato di controllo della trazione, che trasforma la coppia in eccesso in energia elettrica per le ruote posteriori, in modo da migliorare il comportamento soprattutto in pista, per una tenuta di strada senza sbavature. Un modello impensabile fino a qualche anno fa, e che invece potrebbe diventare il modo "normale" di costruire le prossime auto destinate ai circuiti. Capaci anche, grazie all’elettrico, di consumare di meno.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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