Toyota Auris Touring Sports Hybrid, comoda ed ecologica. Foto-pagella

Toyota presenta la prima station wagon del segmento C - quello intorno ai 4,5 metri di lunghezza - con motore ibrido, a benzina ed elettrico. In consegna da ottobre, l'Auris Touring Sports Hybrid avrà un prezzo di attacco di circa 24.000 euro

Il nome della nuova Auris station wagon è quasi uno scioglilingua, ma è stato scelto per mettere l’accento sulla tipologia di “papà” a cui la vettura si rivolge: una persona dinamica, che deve sì fare spazio a compagna, figli, varie ed eventuali, ma che non vuole rinunciare, almeno ogni tanto, a un po’ di vivacità su quattro ruote.

Marketing a parte, la Auris Touring Sports intende convincere con la forza dei numeri – 530/1.658 litri di bagagliaio e un piano di carico che tocca i 2,05 metri di lunghezza (abbattendo il sedile posteriore) – oltre che con la sostenibilità ambientale della versione Hybrid Synergy Drive, ovvero con doppio motore: a benzina ed elettrico. Una sostenibilità che diventa anche economica, grazie a un prezzo di lancio di circa 24.000 euro (il listino definitivo verrà comunicato più avanti). Non solo. Con 3,7 l/100 km di consumo medio, la giapponese abbatte anche i costi di gestione.

Rispetto alla due volumi, la Touring Sports si allunga di ben 28 cm nella zona fra il centro delle ruote posteriori e la fine della vettura. Una scelta che si ripercuote sulle proporzioni della carrozzeria, anche se, vista di tre quarti anteriore, la Touring Sports non appare sgraziata, grazie alle superfici vetrate che si fanno più sottili verso il posteriore. A risultare un po’ troppo massiccia alla vista è la fiancata, quasi del tutto priva di nervature. Invariati i fari anteriori e posteriori.

Ma una SW si compra soprattutto per caricare: dietro al portellone della jap i cm non mancano, ma non difettano nemmeno soluzioni per organizzare il carico. C’è il classico doppio fondo con quattro scomparti al di sotto di quello principale, ma anche un pozzetto sulla sinistra del vano di carico. Fa la felicità dei più deboli di schiena la soglia di carico vicina all’asfalto e l’assenza di gradini fra essa e il piano del bagagliaio. Quanto ai passeggeri, come sulla 5 porte, uno dei più grossi ostacoli all’abitabilità posteriore – il tunnel sul pavimento – è stato quasi del tutto “limato”, e, in larghezza, solo all’altezza delle spalle tre adulti devono scendere a qualche compromesso.

Per il resto, la plancia è avvolgente, ricoperta con plastiche morbide e ben assemblata. La più grossa pecca risulta dunque la scarsità di portaoggetti: tolti i portalattine fra i sedili anteriori e le tasche nelle porte, di “svuotatasche” non c’è traccia. Da buona Toyota, anche la Auris è mossa da uno spirito “green”: sull’ibrida, la Casa giapponese ripone molte delle proprie speranze e da qui inizia la prova. Un esordio che più dolce non si potrebbe, grazie al silenzio del motore elettrico.

Azionando delicatamente il gas, infatti, il 1.800 a benzina rimane silente e le batterie garantiscono un’autonomia a emissioni zero di circa 2 km. Quando il motore a scoppio si avvia, invece, la sonorità in abitacolo diventa meno gradevole, dato che la trasmissione E-CVT innesca una rumorosità molto simile a quella degli scooter. Sound a parte, l’Hybrid Synergy Drive è abbastanza brillante nelle riprese da bassa velocità. L’assetto è un buon compromesso fra assorbimento delle buche e precisione di guida in curva e, a velocità autostradali, l’aerodinamica curata non genera fruscii. Non ci siamo negati un giro sulla diesel 2.0, che ha un carattere senza dubbio più sportivo dell’ibrida, pur senza impressionare. Pronta in accelerazione da 1.400 a 3.500 giri, non vibra e richiede un uso minimo del cambio.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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