Test Seat Leon ST, la station wagon che “sistema” la famiglia. Foto

Si allunga di 27 cm rispetto alla 5 porte, tutti a vantaggio del bagagliaio. Prezzi da 18.870 euro

Finora ne aveva fatto a meno, ma con la terza generazione della Leon il Gruppo VW (cui Seat appartiene) introduce la familiare.

L’obiettivo, ovviamente, è quello di incrementare le vendite della compatta spagnola, che con il lancio della nuova generazione, avvenuto nel 2012, sta già facendo segnare crescite a doppia cifra in tutta Europa.

La Leon ST è una station wagon che non tradisce la sportività del Marchio Seat, come dimostra il dinamismo delle lamiere; per il resto, si tratta di una Golf (quasi) al 100%: identici i motori, i cambi, il pianale MQB e la tecnologia multimediale.

Come anticipato, la Leon ST strizza l’occhio alle famiglie sportive: ok caricare armi e bagagli (la capacità del vano di carico spazia fra 587 e 1.470 litri), ma senza esagerazioni.

Ecco perché il lunotto è inclinato in avanti: si rinuncia a qualcosa in termini capienza, ma si guadagna in dinamismo del look. Contribuiscono alla causa il muso dai tagli netti e segnato da un’ampia mascherina, così come le “increspature” della fiancata.

La stretta parentela con la Golf è palese quando ci si accomoda. La Leon accoglie con un’attenta selezione dei materiali: non i migliori del segmento C, ma comunque più che buoni, oltre che montati con rigore tedesco anche nelle zone meno in vista.

Non è da meno l’ergonomia. Il merito è del volante con ampie regolazioni in altezza e profondità, del certosino allineamento della pedaliera e dell’immediatezza con cui si apprendono le funzioni della vettura. I tasti e le leve si trovano esattamente dove ci si aspetterebbe, a tutto vantaggio della sicurezza al volante.

L’abitabilità? Come le rivali del segmento C (e non solo), la Leon è ospitale per quattro adulti più un ragazzino, anche se, sulla spagnola, il tunnel sul pavimento è particolarmente ingombrante.

Date le premesse, non stupisce che la Leon abbia lo stesso carattere della Golf: le reazioni sono dolci e progressive persino quando si effettua un cambio di direzione in modo improvviso e ad alta velocità, mentre la messa a punto delle sospensioni è un ottimo compromesso fra precisione di guida e assorbimento delle buche.

In altre parole, anche sui fondi più sconnessi i passeggeri godono di un buon isolamento dalla strada, nonostante i movimenti della vettura in curva siano limitati e la tenuta di strada di ottimo livello.

Quanto al motore, il TSI 1.2 – quattro cilindri turbo benzina – non è affatto sottodimensionato per la vettura, anzi, è elastico fin da 1.800 giri e non costringe a un frequente uso del cambio. Altrettanto apprezzabile il lavoro effettuato sull’insonorizzazione: motore, rotolamento pneumatici e fruscii aerodinamici si tengono fuori dall’abitacolo.

Chi compra Seat si aspetta di risparmiare un bel po’ rispetto a chi sceglie VW. In realtà, la Leon ST costa 700 euro in meno della Golf Variant, a parità di motore e allestimento.

Non molto, sia per chi dà peso al Marchio al momento dell’acquisto, sia per chi pensa alla tenuta del valore nel mercato dell’usato. Per quello che riguarda gli allestimenti, l’accesso alla gamma è rappresentato dal Reference: costa 2.030 euro in meno della Style, che però, di serie, offre in più il doppio fondo, i vani portaoggetti, l’ abbattimento rapido del sedile posteriore, la tendina avvolgibile nel bagagliaio e il sistema audio con vivavoce e audio streaming Bluetooth.

Chi ama il metano deve attendere la fine del 2014, quando arriverà la 1.4 TGI a metano: 110 CV, 3,5 kg di metano per 100 km di consumo ed emissioni di 94 g/km CO2.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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