Test Renault Captur, il SUV tanto colore e bassi consumi

La compatta su base Clio ha spazi da monovolume e si guida come una berlina. In Italia il 4 maggio con un prezzo base di 15.950 euro. Abbiamo provato la versione Renault Captur Energy dCi 90 turbodiesel: consuma fino a 3,6 l/100 km

Per provare in anteprima la Renault Captur siamo arrivati fino alle onde dell’oceano di Biarritz, percorrendo le stradine che si innervano fra le frastagliate scogliere al confine fra Francia e Spagna. La situazione ideale dove mettere alla prova le doti della Captur, che incrocia le caratteristiche di un SUV con quelle di una monovolume, con i pregi di una berlina. La nuova SUV francese non passa mai inosservata e il suo look giovane e aggressivo sembra renderla perfetta per un pubblico trasversale e senza età.

All’esterno la Renault Captur è subito riconoscibile per la spiccata personalità, frutto di un design aggressivo e attrattivo. Le misure sono poco più grandi di quelle della nuova Clio IV (4,12 m) e lo stile muscoloso è sottolineato da grandi ruote (16 o 17 pollici) e da un’altezza da terra maggiorata a 200 mm che la colloca al livello di alcuni crossover del segmento superiore. Tutte le curve sono al posto giusto e ne valorizzano le forme con passaruota allargati e parafanghi generosi, mentre il parabrezza inclinato e avanzato accentua il dinamismo della Captur.

Davanti c’è la grande losanga verticale del marchio, valorizzata dallo sfondo nero brillante. La linea è resa più leggera dal bi-colore BE STYLE (nove le tinte disponibili) che differenzia il tetto, i montanti del parabrezza e le mascherine dei retrovisori dal resto della carrozzeria. Le modanature che possono essere Black, Orange, Ivory o Chrome sottolineano il listello della calandra, i contorni dei fendinebbia, le minigonne sotto le porte e l’elemento decorativo sul portellone.

Dentro la Renault Captur è abitabile e funzionale, con interessanti innovazioni: il grande cassetto “Easy Life” in plancia da 11 litr permette di riporre gli oggetti di uso comune e le sellerie “Zip Collection”, sfoderabili, lavabili in lavatrice e sostituibili. La posizione di guida alta (+10 cm rispetto alla Clio) conferisce sicurezza con un sedile è un guscio che permette a chi guida di accoccolarsi al volante e non sentire la fatica anche dopo lunghe distanze. Il divano posteriore scorrevole mette a proprio agio i passeggeri e lascia spazio ad un ampio vano bagagli, di 455 litri di capacità a filo cappelliera. Al centro della plancia c’è il navigatore SMART-NAV associato al tablet multimediale da 7” Renault R-Link touchscreen che dà accesso a navigatore, radio, telefono e connettività per apparecchi portatili con specifiche App.

Il nostro test della Renault Captur ha visto protagonista la versione Energy dCi 90, dotata di motore turbodiesel da 1.461 cc capace di 90 Cv a 4000 giri. Il propulsore a gasolio è silenzioso nei tratti urbani, dove si sente di più il rotolamento delle gomme, rivelandosi ideale nella guida in città e nei viaggi lunghi. In attesa dell’arrivo del cambio 6 marce a doppia frizione possiamo valutare positivamente il 5 marce manuale, rapido negli inserimenti. I consumi della Renault Captur Energy dCi 90 sono buoni, anche se attendiamo la possibilità di una prova più esaustiva per confermare l’ottimo dato dichiarato di 3,6 l/100 km. Per essere sportiva questa Captur avrebbe bisogno di qualche cavallo in più, ma la guidabilità è buona in ogni condizione. Il rollio è contenuto, grazie al buon lavoro fatto su sospensioni e distribuzione dei pesi. L’inserimento in curva è sempre preciso e la buona padronanza del mezzo infonde sicurezza.

La Captur arriva in Italia il 4 maggio con un prezzo base di 15.950 euro e i tre allestimenti Wave, Live ed Energy. L’ambizione della Renault Captur è quella di conquistare una propria fetta di mercato nel combattuto segmento delle SUV e crossover compatte, andando a sfidare direttamente Nissan Juke, Opel Mokka, Mini Countryman e Peugeot 2008.

(a cura di OmniAuto.it)

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