Test Mercedes 190, una “piccola” tedesca dal cuore grande. Foto

Il test collaudo di Nardò (LE) ha confermato tutta l'identità dell'immortale Stella

Ecco il resoconto di un tuffo nel passato. Tutto è accaduto presso la pista di collaudo di Nardò (LE) dove sono state messe a confronto la Mercedes 190 con la Mercedes CLA.

La 190 è un successo clamoroso e i tedeschi lo devono anche al genio italiano, quello del capo del design Bruno Sacco, che dà forma al desiderio di dominio degli uomini di Stoccarda.

Linee pulite, rispettose della tradizione della Stella, ma allo stesso tempo moderne e immortali, che condensano tutta l’identità della Stella, pur comunicando un senso di snellezza prima sconosciuto. Forma e sostanza collimano.

E pensare che la pensavano piccola, troppo piccola per essere una Mercedes. La prima volta che si fece vedere fu nel novembre del 1982 e in questo periodo la Stella a tre punte era sinonimo di grandi berline.

L’Audi 80 e la BMW Serie 02, e poi Serie 3, erano in questo segmento già da qualche anno.

E si sa, i tedeschi dell’auto marcavano a uomo. L’ Ing. E.h. Werner Breitschwerdt, in particolare, adottò una marcatura asfissiante che mirava a fare della 190 il punto di riferimento del segmento. La "piccola" Mercedes superò ogni più rosea previsione e fu un successo totale soprattutto nei numeri di mercato.

Nel 1982 la gamma Mercedes si componeva di due soli modelli, le progenitrici delle future Classe E e Classe S. Un duopolio destinato a terminare quando a breve arriverò la 190.

Il fiocco rosa nacque innanzitutto per la necessità di contrastare Audi 80 e BMW Serie 02, ma all’inizio degli anni Settanta negli USA entrò in vigore una legge anti inquinamento molto restrittiva che costrinse i Costruttori a ridurre le emissioni medie della gamma.

Ecco dunque la necessità di un modello più piccolo. Il già citato Prof. Breitschwerdt raccontò che impose ai suoi uomini di tenerlo aggiornato su ogni grammo risparmiato su ogni singolo componente.

Un giorno si presentò un ingegnere che gli disse che sostituendo la classica manopola con un’asta a scorrimento laterale si sarebbero risparmiati una manciata di grammi. E quella fu la scelta definitiva.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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