Test Dacia Duster restyling, il SUV low cost si rifà il trucco. Foto

Diverso frontale, nuovi interni, nuovo motore a benzina. Prezzi che partono da 11.900 euro

L’idea è stata apparentemente geniale: sdoganare il low cost anche nei mercati "avanzati", per chi vuole spendere poco, o per chi ama un certo stile di vita. Il marchio già c’era: Dacia, succursale rumena di Renault. E dopo i primi esperimenti con la Logan, che attirava più che altro per il prezzo, ecco arrivare anche idee intelligenti per un design economico e gradevole.

La Dacia Duster sembra aver fatto centro: la meccanica Renault, non la più recente ma comunque affidabile, si sposa con un design da crossover compatta che non manca di una certa "immagine". Poi è arrivata la crisi economica, e tutto questo è diventato un mix sorprendente: la Duster è uno dei SUV più venduti in Italia, praticamente per tutto il periodo di produzione, avviato circa quattro anni fa.

Anche le auto economiche si concedono il restyling, e ora tocca alla Duster per il classico aggiornamento di metà carriera. Si parte, come sempre, dal frontale: qui, invece del look delle multispazio Lodgy e Dokker, si è adottato qualcosa di più simile a un muso da fuoristrada, con accenti cromati nella calandra, e fari diversamente sagomati, con uno stile più ricercato e una maggiore aggressività.

Cambiano le barre sul tetto, e un poco anche le luci posteriori: il resto rimane più o meno come prima, secondo il principio che squadra che vince non si cambia. Entriamo nella Duster: l’abitacolo è più o meno lo stesso, ma ci sono accorgimenti per rendere più comoda la vita a bordo. Ad esempio, ci sono i comandi degli alzacristalli sulla portiera, ed è disponibile il nuovo sistema di navigazione (a richiesta) con schermo centrale, anche se un po’ in basso.

C’è più silenzio di prima, e lo stesso spazio, adatto a cinque persone: quello che aumenta è invece il bagagliaio, che può arrivare fino a 475 litri con 5 posti, e con cappelliera rigida invece che la tendina. Proviamo i motori. Debutta il piccolo 1.2 Tce, che grazie al turbo compensa la cilindrata ridotta e ottiene 125 CV: i 1.300 kg di peso si fanno sentire, e bisogna ricorrere spesso al cambio a 6 marce, oltre a tenere d’occhio i consumi che il computer di bordo ha indicato in circa 10 km/litro dopo una cinquantina di chilometri di strada e autostrada.

Più parco e più adatto anche alle doti fuoristradistiche, grazie alla coppia più elevata, é il motore 1.5 dCi turbodiesel da 110 CV, un classico della produzione Renault. Con la trazione integrale, e su un tracciato adeguato, possono essere superati ostacoli impensabili anche per molte SUV blasonate. Per una low cost i prezzi sono importanti: 11.900 euro resta il listino della versione d’accesso, mentre la 1.2 costa 15.000 euro e la diesel 14.000; per avere la diesel a trazione integrale ci vogliono quasi 17.000 euro. Considerata la categoria rimangono prezzi decisamente abbordabili.

(a  cura di OmniAuto.it)

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