Test Citroen Grand C4 Picasso, tecnologia su strada. Foto-pagella

Variante allungata della C4 Picasso, spazio in abbondanza e tecnologia per la sicurezza

Come le seconda, anche la terza generazione di C4 Picasso raddoppia: accanto alla “normale”, ecco la Grand, che cresce di 16 cm e, soprattutto, ha gli assi delle ruote più lontani di 5, a tutto vantaggio dello spazio per passeggeri e valigie. Costruita sul pianale EMP2, pesa circa 100 kg in meno del vecchio modello.

Come la Picasso, anche la “Grand” ha un design moderno. Tuttavia, se il muso con i proiettori su due piani – in alto le strisce di led e sotto i fari veri e propri – è praticamente invariato (tolta la forma delle griglie nel paraurti),  ci sono grandi differenze lateralmente e dietro.

La fiancata presenta la linea inferiore dei finestrini più rettilinea (senza la “gobba” nella zona degli specchietti), mentre le portiere posteriori perdono la cornice della 5 posti, prolungando immaginariamente le proporzioni della fiancata verso il posteriore. A proposito della coda, i fari a forma di  “C” speculari rappresentano il vezzo stilistico, mentre i montanti verticali sono la risposta alle esigenze di cm per la testa del sesto e settimo passeggero.

Dicevamo dei passeggeri: cinque adulti hanno spazio in abbondanzae chi siede in seconda fila può trovare il compromesso ideale con le gambe di chi gli sta dietro, grazie alla possibilità di far scorrere singolarmente i sedili  di 15 cm. In conseguenza di ciò, la capienza del bagagliaio in configurazione cinque posti spazia fra 645 e 700 litri.

A differenza di quanto accade su molte monovolume e SUV, gli ultimi due sedili accolgono comodamente persone fino a 180 cm di statura. Buona la qualità: i materiali  non sono raffinatissimi, ma il montaggio dei pannelli risulta preciso. A stupire, sulla francese, sono gli “effetti “speciali”dei due schermi: uno touch da 7”, di serie, con cui comandare climatizzazione, navigatore, radio, telefono, ecc.

L’altro pannello , da 12” e in HD (di serie dalla Intensive in su),  mostra invece le informazioni di guida e si può configurare secondo i propri gusti, comprese le foto personali come sfondo. Nella C4 Grand Picasso ci sono anche molti spazi per gli oggetti: c’è un vano illuminato nella plancia (con prese jack, USB e 220V), altri sotto ai sedili anteriori e nei pannelli porta; reti di contenimento nel bagagliaio e tavolini ripiegabili sugli schienali dei sedili anteriori.

Una volta al volante, della Grand Picasso convince il comfort, fatto di sospensioni in grado di digerire quasi tutte le sconnessioni (fatta eccezione per le piccole irregolarità superficiali, sulle quali rimbalza un po’) e di una visibilità perfetta in tutte le direzioni.

Il comportamento in curva è in linea con la filosofia dell’auto: la francese ha una buona tenuta di strada, ma non bisogna eccedere, pena interventi puntuali del controllo di stabilità, che è tarato in modo prudenziale e frena sul nascere qualsiasi perdita di aderenza. Molto interessante il nuovo motore BlueHDi: grazie alla tecnologia SCR è già pronto per l’omologazione Euro 6. Peccato solo che alla buona prontezza di risposta a tutti i regimi corrisponda qualche vibrazione di troppo.

1.500 euro: a tanto ammonta la differenza di prezzo fra C4 Picasso cinque posti e sette posti. Si parte dai 24.100 euro della 1.6 VTi per arrivare ai 33.100 della top di gamma 2.0 HDi in allestimento Exclusive. La motorizzazione più equilibrata, salvo un frequente uso a pieno carico (in questo caso meglio la 2.0) è la 1.6 HDi da 115 CV, in versione intermedia Seduction.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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