Test Cadillac CTS Berlina, il premium in stile americano. Foto

Vorrebbe sfidare Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E. Ma ha un solo motore, troppo poco

Concorrenza vera alle tedesche di cui sopra, la CTS non ne farà, in Europa. I volumi di vendita che si possono ottenere con una gamma ristretta a un solo motore – 2.0 a benzina da quasi 300 CV – sono davvero risicati. I primi a saperlo sono i top manager Cadillac, che però qualche fastidio lo vogliono dare, ai tre “mostri sacri tedeschi”, almeno sul piano dell’immagine e della tecnologia; in attesa di tempi migliori, magari, in cui mettere a punto un’offensiva di prodotto più concreta.

Inosservati non si passa di certo, al volante dell’americana. I fari anteriori e posteriori verticali sono un vero e proprio richiamo alle Cadillac dei tempi che furono (quelle di film e telefilm a stelle e strisce, per intenderci), ma con un’importante innovazione: il lunotto raccorda morbidamente baule e tetto, per un effetto due volumi e mezzo garantito. Guardando la CTS dal tre quarti posteriore e di profilo, a non convincere è solo una certa pesantezza delle linee, legata soprattutto allo sbalzo posterore pronunciato.

Tachimetro e contagiri? Concetti superati: sulla CTS c’è un pannello digitale da 12,3 pollici personalizzabile: Performance per tenere sotto controllo il regime del motore e le temperature dei liquidi. Enhanced raggruppa invece le info essenziali come la mappa del navigatore e le indicazioni relative a velocità e carburante. Di base, la strumentazione è invece Balanced: tachimetro, contagiri e livello carburante. Attenzione, non si tratta solo di un giochino: la chiarezza della strumentazione ne giova. Per il resto, l’abitacolo della CTS è costruito con ottimi materiali ed è attento alle finiture, al punto da non avere nulla da invidiare a quello delle tedesche. L’abitabilità? Come su tutte le berline è meglio viaggiare in quattro, visto che il tunnel della trasmissione è ingombrante e ruba spazio ai piedi dell’eventuale terzo passeggero posteriore.

Da una tre volumi lunga quasi 5 metri ci si aspetta prima di tutto il comfort. Invece la CTS è prima di tutto sportiva: piatta sulle quattro ruote anche quando si entra in curva molto forte, è agilissima nei cambi di direzione e svelta a seguire la direzione impostata con lo sterzo. Il rovescio della medaglia è una rigidità forse esagerata anche quando le sospensioni Magnetic Ride a controllo elettronico sono impostate sulla modalità comfort. Il motore? Con 276 CV e 400 Nm di coppia c’è brillantezza a sufficienza per rimanere senza patente nel giro di pochi giorni (o istanti). Peccato solo che il cambio sia piuttosto lento, soprattutto nell’eseguire gli input impartiti con i paddles dietro al volante.

Rispetto ad Audi, BMW e Mercedes, la Cadillac costa circa 4-5.000 euro in meno, a parità di motore. Una differenza che si fa molto più grande se si ipotizza di dotarle degli stessi optional. Anche in versione base, infatti, la CTS offre di serie: cruise control attivo, fari adattivi, luci diurne a led, telecamera per l’angolo cieco, cambio automatico, sistema di parcheggio automatico, sospensioni a controllo elettronico e sedili anteriori scaldati e ventilati. Ma c’è il “superbollo” a complicare le cose: con la CTS se ne vanno 946,95 euro all’anno in tassa di circolazione.

(a cura di OmniAuto.it)
 


 

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