Test BMW Serie 2 Coupé, la due porte su base Serie 1. Foto-pagella

Sostituisce la Serie 1 Coupé con cambiamenti estetici, un motore potente e efficiente

Primo dubbio da chiarire: la Serie 2 non è un modello nuovo nella gamma BMW, ma sostituisce la Serie 1 Coupé. Scelte di marketing hanno portato a rinominare il modello, che continua a essere la variante a due porte con la coda (corta e tronca) della BMW Serie 1, di cui riprende tutta la meccanica, motore longitudinale e trazione posteriore compresi.

Va dato atto alla BMW che, rispetto alla Serie 1 Coupé, la Serie 2 si differenzia di più dalla “1” da cui prende origine. Sono diversi i fari, ora più sottili e affilati; è più schiacciato il doppio rene nella parte superiore e le prese d’aria inserite nella parte bassa del paraurti sono più grandi, oltre a formare una spece di profilo aerodinamico rasoterra. Inconfondibilmente BMW Serie 1 è il muso dominato dominato dal cofano lungo e arcuato. Molto muscoloso il posteriore, corto, compatto, e dal volume ben definito, però amalgamato con la fiancata grazie alle nervature laterali e ai passaruota massicci.

La BMW Serie 2, come del resto la Serie 1, si guida praticamente seduti per terra, con il sedile a pochi cm dal pavimento della vettura per sentire al meglio le reazioni dell’auto. Un’impostazione di guida accentuata dalla plancia che quasi “invade” l’abitacolo e dalla console rivolta verso chi guida. L’ergonomia, inoltre, sembra presa da un’auto da corsa: la leva del cambio è vicina al volante e lo sterzo si regola ampiamente in altezza e profondità. Ottimo il livello di materiali, finiture e assemblaggio.

In tema di motori è difficile fare meglio della BMW. Il sei cilindri 3.0 della 235i non smentisce questa regola (non scritta). Non è una questione di potenza bruta, ma di potenza unita all’efficienza – nel corso della nostra prova, in un tratto effettuato a velocità di Codice, il computer di bordo indicava un consumo di 8,5 l/100 km – e di elasticità da motore elettrico. Si può circolare al di sotto dei 1.500 giri contando su una spinta eccezionale, come dimostrano i 450 Nm di coppia raggiunta a soli 1.300 giri.

Se poi ci si vuole divertire, il 3.0 reagisce rabbiosamente fino a 7.000 giri alla pressione violenta del gas, accompagnando il tutto con un sound metallico esaltante. Ma la Serie 2 non va solo forte: diverte. Rapida nei cambi di direzione, la due porte bavarese è sicura nelle curve veloci in appoggio, mentre la coda allarga la traiettoria, se solo la si provoca dando gas senza molti riguardi. Peccato solo per la scarsa sensibilità di sterzo. Le stesse sensazioni le regala la 220d, elastica e brillante a tutti i regimi, con la differenza che le prestazioni, ovviamente, sono inferiori.

Costa tanto e molti accessori sono a pagamento: se volete una Serie 2 Coupé dovete essere disposti a spendere molto. Qualche esempio? Detto che il prezzo è fissato a 48.050 euro, il sevosterzo a taratura variabile (470 euro), il supporto lombare con regolazione elettrica (300),  il volante sportivo M con comandi (390), il pacchetto portaoggetti (160), i sedili anteriori elettrici (1.000), il navigatore (da 1.000 euro), il cruise control (475) e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori (770) si pagano a parte.

E’ necessario mettere mano al portafoglio anche se si vuole una vettura connessa e social: 2.400 euro  è il prezzo del sistema di navigazione Connected Pro, 110 euro quello della funzione Internet e 160 euro sono richiesti per il BMW Real Time Traffic Information. La 220d costa invece dai 34.380 euro della base ai 38.150 euro della M Sport e una dotazione, come la 235i da integrare ampiamente.

(a cura di OmniAuto.it)
 


 

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