Tesla si compra l’auto sottomarino di James Bond

Esplorare i mari con la propria auto? Impresa forse possibile a bordo di una Tesla.

Esplorare i mari con la propria auto? Impresa forse possibile a bordo di una Tesla. Chi di voi guardando ‘La spia che mi amava’, decimo film della saga di James Bond, non ha invidiato l’impavido Roger Moore nella scena in cui si gettava in mare a tutta velocità a bordo di una Lotus Espirit bianca per sfuggire allo Squalo, l’antagonista dal sorriso metallico, trasformando il proprio bolide in un’auto anfibia? Succede solo nei film’ avrà pensato la maggior parte degli spettatori, ma non Elon Musk.

Il numero uno di Tesla Motors è riuscito a non farsi sfuggire l’acquisto dell’auto all’asta al modico prezzo di 997.000 dollari e lanciarsi nella sua prossima sfida, commentando così la sua scelta: ‘Quando ho visto il film “La spia che mi amava” sono rimasto impressionato dalla facilità con la quale, solamente spingendo un pulsante, era possibile trasformare la Lotus Espirit in un sottomarino. Quando ho però capito che tutto questo non si può trasformare in realtà, sono rimasto molto deluso. Ecco che vorrei aggiornare la vettura da me acquistata con un propulsore elettrico Tesla per poterla guidare veramente sott’acqua’.

Che questa rappresenti veramente una delle novità del mondo dei motori che segnerà la trasformazione del traffico delle auto dalle strade ai mari?  

Visione – per fortuna – forse un po’ troppo utopica per i comuni mortali – ma esperimento interessante per Musk, il quale non manca certo di inventiva e creatività: tra le sue tante “mission impossible’ infatti ricordiamo un altro dei suoi progetti intrepidi, ovvero collegare Los Angeles e San Francisco tramite un sistema di trasporto pubblico costituito da un treno ad altissima velocità di nuova generazione che dovrebbe sfrecciare a 800 miglia all’ora coprendo i 560 km di distanza in soli 30 minuti.

Bufala o visione delirante? Secondo l’imprenditore sudafricano progetto realizzabile – addirittura a basso consumo energetico tramite pannelli solari installati sul tetto – facendo correre il treno all’interno di un condotto ‘sottovuoto’.  Insomma, potremmo trovarci di fronte a una serie di rivoluzioni nel sistema dei trasporti. Prima della loro realizzazione, però, dovremo ancora accontentarci delle nostre comuni quattroruote.

 

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