Suzuki Jimny 2018, il fuoristrada da città

Spirito di avventura e capacità fuoristradistiche che non molto lontane dalle “grandi” arriva la versione rinnovata del piccolo Jimni

Fine anni ’70, Suzuki presenta un fuoristrada compatto ed essenziale denominato LJ; passato in sordina nei mercati europei arriva a bomba negli anni ’80 quando SJ e Santana diventano un mezzo cult soprattutto tra i giovani. Attenzione però: SJ non è soltanto un mezzo “alla moda”, è un fuoristrada duro e puro, con angoli di attacco di tutto rispetto e marce ridotte. Infatti passata la moda e dopo averne vendute quasi tre milioni di unità in 194 paesi del mondo, il “Suzukino” è stato a lungo utilizzato in campagna facendosi la fama di mezzo spartano, robusto ed efficiente. Adesso si rifà il look ma non perde la sua natura “dura e pura”

Arriva infatti un nuovo telaio a longheroni con sospensioni ad assale rigido, mentre il sistema di trasmissione 4WD Allgrip Pro con la trazione integrale inseribile, accoglie il riduttore per le marce ridotte.

Per ora Suzuki non ha voluto svelare altre caratteristiche tecniche relative a motorizzazioni e altre soluzioni tecnologiche che saranno annunciate a settembre, quando il nuovo Jimny debutterà sul mercato europeo. Le uniche informazioni disponibili testimoniano che la meccanica sarà disposta longitudinalmente e si ipotizza che nella gamma motori del piccolo SUV giapponese potrebbero esserci anche propulsori benzina mild-hybrid.

L’esterno di Jimni è molto curato ed è carico di richiami alle versioni precedenti in una reinterpretazione del filone  modern classic. Nel segno della continuità estetica con il passato è la conferma della griglia a cinque feritoie, tributo alla seconda generazione degli SJ degli anni ’80. A incrementare la grinta ci sono i passaruota allargati, mentre alla personalizzazione ci pensano le numerose tinte disponibili per gli esterni, comprese tre moderne livree bicolore con tetto nero a contrasto. Spiccano poi i gruppi ottici tondi, adesso completamente a LED, con indicatori di direzione separati che sono un omaggio al capostipite LJ 10 del 1970.

Il portellone posteriore, perfettamente verticale e con la abituale ruota di scorta appesa, è incernierato sul lato destro della vettura e occupa tutta la porzione di fondo, rendendo semplice lo stivaggio del carico, ma attenzione a parcheggiare troppo “sotto” al veicolo che precede pena l’impossibilità di aprire il portellone.

Anche l’interno è stato ampiamente rinnovato con il grande schermo per infotainment posizionato il più in alto possibile. I materiali sul cruscotto sembrano resistenti e tipicamente fuoristradistici con l’ampia barra di appiglio di fronte al passeggero.

I prezzi non sono ancora stati comunicati.

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