Retromarcia dell’Europa: salvi i motori benzina e diesel

L’addio anticipato ai motori endotermici sembra rimandato per il momento, il settore auto è ‘salvo’

Secondo quanto definito dalle nuove proposte per lo standard Euro 7, elaborate dal gruppo di lavoro incaricato dall’Unione Europea, per il momento non diremo addio ai motori endotermici. L’Agves (Advisory Group on Vehicle Emission Standards) ha rivisto le raccomandazioni e i nuovi limiti di NOx “tecnicamente raggiungibili”.

La tolleranza è stata aumentata da 10 a 30 milligrammi per chilometro per gli ossidi di azoto. I tedeschi sono stati i primi ad accogliere in maniera positiva questi ultimi aggiornamenti. Hildegard Müller, presidente della VDA, dichiara: “I piani per il nuovo standard Euro 7 relativo alle autovetture dimostrano che la Commissione europea ha accettato i limiti di ciò che è tecnicamente fattibile e ha abbandonato obiettivi irraggiungibili”.

L’associazione di rappresentanza della filiera automobilistica della Germania infatti era molto critica sulle proposte precedenti, convinta che sarebbero diventate praticamente un divieto alla vendita di veicoli con motori a combustione interna.

A causa delle pressioni ricevute da alcuni governi, preoccupati per il settore auto, che già sta vivendo un momento difficile a causa della pandemia di Coronavirus, le proposte sono state rivisitate. Il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire ha dichiarato: “Gli standard ambientali europei devono rimanere un fattore di incentivo, non distruttivo per la nostra industria. Sono in corso trattative sull’Euro 7 e sia chiaro: in questa fase, questo standard non è per noi conveniente. Alcune delle proposte che circolano sono eccessive. I nostri costruttori non saranno in grado di tenere il passo”.

Anche dalla Germania sono arrivate delle considerazioni simili, il ministro dei trasporti tedesco Andreas Scheuer, ha chiesto standard severi ma comunque tecnicamente raggiungibili, per non “perdere l’industria automobilistica europea”. È giusto essere moderni e innovativi, e avere nuove regole rigorose, ma nel limite del fattibile. Carlos Tavares, attuale amministratore delegato di Stellantis, ha sintetizzato nel miglior modo possibile: “Allo stato attuale, lo standard Euro 7 va oltre le semplici regole della fisica. Così, sarebbe semplicemente impossibile continuare a produrre auto endotermiche”.

Ed ecco quindi che le ultime proposte sembrano garantire un futuro ai motori tradizionali, Bruxelles ha infatti aumentato da 10 a 30 milligrammi per chilometro il limite per le emissioni di ossido di azoto. È da ricordare comunque che i nuovi standard saranno impegnativi da sostenere, ancor più da raggiungere. Müller ha spiegato: “Secondo una prima stima, le nuove proposte per la riduzione delle emissioni inquinanti sono tra le cinque e le dieci volte più severe rispetto allo standard Euro 6. L’obiettivo non è eliminare i motori a combustione interna, però bisogna stare attentissimi”. I tempi per la definizione della nuova normativa sostitutiva dell’Euro 6 sono ancora lunghi, probabilmente gli standard Euro 7 non entreranno in vigore prima del 2025, c’è chi osa dire anche 2027.

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