Omicidio stradale: questo nuovo reato può servire veramente? Di’ la tua

Pirati della strada scatenati come non mai: in poche ore, uccise diverse persone. Il reato di omicidio stradale è sempre più di attualità, ma non tutti sono d'accordo sulla sua utilità

Sangue sulle strade italiane: sono i pirati, che causano un grave incidente e poi scappano. Un comportamento vigliacco, in almeno un caso su tre dovuto all’alcol. Così, c’è chi invoca pene più dure, in modo da prevenire questi sinistri. Oggi, nel caso di sinistro mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, scatta il reato di omicidio colposo. È un omicidio dovuto a imperizia, negligenza o imprudenza.

Il Codice penale prevede la galera che parte da 3 a 10 anni. Ma qui sta il problema: i giudici condannano a 3 anni al massimo. Una pena che, stando ai numeri (la pirateria è un fenomeno in fortissima ascesa), non incute timore. Inoltre, la patente viene revocata temporaneamente.

Per questo, si punta all’introduzione del reato di omicidio stradale. È in particolare l’Associazione vittime della strada a volerlo. Si configura se il conducente aveva un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi o era sotto effetto di droghe: così, la reclusione andrebbe da 8 a 18 anni, e la patente verrebbe revocata per tutta la vita.

Il reato di omicidio stradale si assimila quanto più possibile a quello doloso, ossia volontario. Alla base del ragionamento, c’è il fatto che il guidatore sa di avere elevate probabilità di causare incidenti mortali, ponendosi al volante in stato alterato. Quindi, ha fatto apposta a uccidere.

Chi è contrario al reato di omicidio stradale, invece, parla di pena spropositata. Spiegando che, comunque, il pirata sarebbe indotto alla fuga ancora di più: sa che, se acciuffato, gli anni di galera sono più numerosi, e quindi fa di tutto per darsi alla macchia.

In particolare, l’ex ministro della Giustizia Paola Severino ha espresso molti dubbi sull’omicidio stradale. Ebbe a dire nel corso della sua audizione in commissione Trasporti che quel reato potrebbe avere un effetto "controproducente".

"Non sono né a favore né contro l’introduzione di una nuova norma – questa la posizione piuttosto “politica del ministro -: dico solo che se si vuole affrontare più efficacemente il problema di questo tipo di audizioni non basta etichettare una nuova norma come omicidio stradale".

Proprio per le fortissime polemiche in merito, fra favorevoli e contrari, il disegno di legge non si è mai tramutato in norma definitiva. Senza considerare che, in parallelo, sono stati presentati diversi progetti di legge volti a introdurre il reato di omicidio stradale: divisioni che hanno reso debole lo schieramento dei favorevoli.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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