653 morti in 6 anni per i pirati della strada. 1 su 4 è straniero

4.943 feriti dal 2008: individuato solo il 65% dei colpevoli

653 morti e 4943 feriti in 4.168 incidenti avvenuti negli ultimi sei anni: questo il risultato dalla ricerca dell’Osservatorio il Centauro dell’ASAPS (Associazione Sostenititori e Amici della Polizia Stradale), che si occupa di raccogliere le informazioni relative alle omissioni di soccorso e fuga e di analizzarle.
 
Drammatico quasi quanto il computo delle vittime è quello di chi sfugge alla legge: nei sei anni sui quali verte la ricerca, solo il 65% dei colpevoli (2711) è stato identificato con ben 2233 casi che sono tuttora aperti.
 
Indicativa anche la casistica dei pirati identificati: il 24% della lista è risultato in stato di ebbrezza alcolica, dato che corrisponde anche a 172 delle 653 vittime: un dato che è peraltro probabilmente sottomistato, visto che quando la cattura di verifica alcuni giorni dopo l’incidente, effetti e rintracciabilità di alcol o droga nelle analisi potrebbe anche essere scomparso.
 
Per quanto riguarda invece la nazionalità dei pirati della strada individuati, 682 sono stranieri, per una percentuale di uno su quattro (25,1%).
 
"Si è dunque in una sfera di alta trasgressività e ogni caso letale diviene un caso esemplare di omicidio stradale: c’è l’arma, c’è il movente, c’è la vittima e c’è un omicida in fuga e sulle sue tracce ci sono gli agenti e carabinieri, pochi, male in arnese, scoordinati – le parole di Giordano Biserni, Presidente ASAPS – Se infatti, da un lato, parlare ormai apertamente di Omicidio Stradale rende l’ASAPS orgogliosa del proprio lavoro, dall’altro la prospettiva di un taglio radicale della risorsa pubblica destinata alle polizie, se operata senza un criterio funzionale, rischia di ingessare l’azione di polizia, che si fonda oggi sulla capacità degli organi investigativi di chiudere sempre più casi grazie alla tecnologia". 
 
"E poi, c’è la prevenzione: perché prendere un pirata che fugge dopo aver investito una persona, è certo la risposta massima all’emergenza che si attiva con l’evento, ma fermare un potenziale pirata prima che l’ebbrezza o un’altra delle cause favorenti lo conducano a dare gas dopo un incidente, trasformando la strada in una scena del crimine significa bonificare il territorio stradale", la conclusione di Biserni.
 

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