Torna la Giulia, ed è la sfida più grande per Alfa Romeo. Foto

Un'auto difficile da disegnare, perché sarà il simbolo del nuovo corso internazionale del marchio

In origine, negli anni ’50, ci fu la prima Giulietta: Alfa Romeo, fino ad allora specializzata in automobili di lusso e sportivissime, proponeva per la prima volta un prodotto non certo economico, ma sicuramente più accessibile.

Negli anni ’60 il progetto Giulietta, divenuta una berlina diffusa nell’alta borghesia dell’epoca e desiderata un po’ da tutti, maturò nella Giulia, l’auto dalla linea squadrata ma complessa e dalla caratteristica coda tronca che la pubblicità di allora diceva essere stata “disegnata dal vento.

Sono passati tanti anni, nel catalogo Alfa Romeo di oggi ci sono pochissimi prodotti, e uno di questi si chiama ancora Giulietta, la terza della storia del marchio.

E c’è in corso un progetto di rilancio, insieme a nuove prospettive internazionali, con l’unione tra Fiat, che possiede il marchio Alfa Romeo, e il gruppo americano Chrysler.

L’auto del nuovo corso è nota proprio come “Giulia”, ma ancora di lei si sa poco o nulla.

Il problema principale sembra stia innanzi tutto nell’estetica: è lo stesso Lorenzo Ramaciotti, il responsabile dello stile del gruppo Fiat, a sottolineare come si tratti di un’auto che i designer non possono assolutamente sbagliare.

Perché deve avere successo e subito, come ogni modello di nuova presentazione, ma anche perché deve essere fortemente di “immagine”, qualcosa di mai visto, ma che ricordi anche il celebre passato del marchio.

C’è anche un altro fatto: la Giulia non deve piacere soltanto a un pubblico italiano o europeo, ma deve teoricamente essere desiderata dagli automobilisti di tutto il mondo, dall’America all’oriente.

Sembra che, oltre alle vicissitudini societarie e alle scelte tecniche e di marketing, uno dei motivi per il ritardo della Giulia, che a rigore avrebbe già dovuto essere un modello di serie, sia proprio la definizione delle sue forme.

Poi, naturalmente, c’è anche l’aspetto tecnico: un’Alfa Romeo deve avere una meccanica di prim’ordine.

Qui si può attingere alla vasta “banca” fornita dal gruppo, che prevede ad esempio l’ultimo 1.750 montato sulla coupé 4C, dotato di 240 CV, oppure il V6 “Pentastar” prodotto in America, ma montato anche su alcune auto vendute in Italia come la Lancia Thema, anche con trazione integrale.

I designer, comunque, sono al lavoro: vedremo se la nuova Giulia sarà capace di catturare gli sguardi come la sua antenata.

(a cura di OmniAuto.it)