L’impressionante numero di auto che non vengono più prodotte

Il mercato delle auto è sempre più in crisi, tra gli ostacoli della pandemia e il settore microchip in stallo con la produzione che ne risente pesantemente

La pandemia da Coronavirus e la crisi economica degli ultimi mesi non sembrano voler lasciare in pace il mercato delle auto, sempre più in ginocchio nell’ultimo periodo anche a causa dell’improvviso crollo del settore dei microchip. Stando agli ultimi dati redatti nel report dell’agenzia di rating Standard & Poor’s il settore delle quattro ruote risente di un periodo nero, con una perdita di produzione consistente che sarà difficile da recuperare negli anni a venire.

Secondo l’agenzia di rating, che già a maggio scorso aveva fatto suonare il campanello d’allarme sulla crisi del settore, la ripresa del mercato potrebbe non avvenire prima della seconda metà del 2022. Per gli analisti la crescita al 2021 si attesterà intorno al 2-4%, mentre nel 2022 del 4-6%. Quello che sconvolge è però il numero di auto che potrebbero non vedere la luce a causa della crisi senza fine.

Secondo le stime di Standard & Poor’s, che vede al ribasso la ripresa del settore, quest’anno sarebbero dovuti essere stati prodotti dagli 83 agli 85 milioni di esemplari, ma di recente i numeri sono stati rivisti al ribasso con una perdita di oltre 5 milioni di auto. Stando all’agenzia di rating per quest’anno la produzione potrebbe attestarsi tra gli 80 e 84 milioni di esemplari contro la proiezione di 87, mentre solo nel 2023 sarebbe fissata la ripresa con un tetto-obiettivo di 90 milioni di auto prodotte da immettere sul mercato.

Mentre il quadro macroeconomico rimane debole, a livello regionale le stime vedono comunque una crescita di vendite in Cina (+2% sul 2020), così come in Europa, con 16,9 milioni di vetture immesse sul mercato che portano in positivo il bilancio (+2%) rispetto all’anno pre-pandemia. Nonostante la crescita stenti a partire, da Standard & Poor’s è arrivata comunque la rassicurazione che non ci saranno effetti negativi sul rating dei costruttori, i cui conti, peraltro, sono al momento positivi grazie anche ai fermi produttivi.

I numeri del report dell’agenzia lasciano comunque un sorriso velato. Nonostante il quadro generale non sia dei migliori, il processo di diffusione del mercato delle auto elettriche non risentirà più di tanto della crisi anche grazie alle normative ambientali e i sussidi economici dei vari paesi che lo sostengono. Le previsioni al 2021 sono di una crescita del 7-10%, mentre per il 2022 si prevede un boom dal 15 al 20%.

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