La piccola novità sulle auto di Tesla

Installando un preriscaldatore elettrico è possibile migliorare l'autonomia della propria auto elettrica

C’è un nemico invisibile che mette a rischio l’autonomia e la durata delle batterie delle auto elettriche: le basse temperature. Come noto, infatti, gli accumulatori agli ioni di litio funzionano al meglio quando la colonnina di mercurio è al di sopra degli 0° centigradi. Una condizione che, però, non è sempre possibile raggiungere.

Si pensi, ad esempio, a Paesi come Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia (ma anche Stati Uniti, Canada e Russia, tanto per citarne altri tre) dove gli inverni sono particolarmente freddi e pungenti e le temperature quasi sempre al di sotto dello 0. In queste condizioni climatiche, infatti, la resistenza interna delle batterie aumenta, facendo calare l’autonomia dell’accumulatore e costringendo il proprietario a caricare più spesso il veicolo. Insomma, una sorta di circolo vizioso che fa percorrere meno chilometri con una singola carica e porta a “consumare” un maggior numero di cicli di carica.

Eppure la soluzione per evitare che ciò accada è piuttosto semplice. E anche datata: veniva già utilizzata in alcuni Paesi del nord Europa oltre 40 anni fa. Si tratta del preriscaldamento del veicolo, che consente di raggiungere temperature di funzionamento ideali a macchina ancora ferma e far crescere in maniera quasi istantanea la durata della batteria. Un “trucchetto” piuttosto semplice, dunque, che un conducente svedese ha applicato con successo – e una spesa piuttosto contenuta – alla sua Tesla Model X 90D del 2016.

Tutto quello che Patrik Hast ha fatto, è stato installare nelle vicinanze del battery pack della sua Tesla un “vecchio” motorino elettrico per il preriscaldamento. Si tratta di un dispositivo solitamente utilizzato in Svezia e altri Paesi nordici per scaldare l’auto prima di accenderla, in modo da evitare inutili sofferenze al motore a benzina o diesel e avere un abitacolo caldo prima di salire a bordo del veicolo. Su un’auto elettrica, invece, il motorino per il preriscaldamento consente di mantenere le batterie agli ioni di litio a una temperatura di funzionamento ideale, con ottimi risultati sul fronte dell’autonomia.

Con una spesa inferiore ai 500 euro, l’automobilista svedese ha visto migliorare in maniera sensibile i chilometri di autonomia della sua Tesla. Con batterie cariche all’80%, la Model X 90D è passata dal poter percorrere circa 280 chilometri a più di 300 chilometri. Inoltre, sottolinea il signor Hast, il preriscaldamento migliora anche le capacità di recupero dell’energia in frenata. Questo vuol dire che la Tesla è in grado di percorrere un numero maggiore di chilometri con la singola carica, dal momento che riuscirà a convertire maggior energia cinetica “dissipata” in energia elettrica per le sue batterie.

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