Nissan Micra, il successo del modello che ama linee e forme.Foto

Tecnica e design in poco più di 3,5 metri hanno conquistato oltre 6 milioni di clienti nel mondo

Nissan deve la maggior parte della sua fama ad un modello di auto, tra i più diffusi al mondo: la Micra. La sua storia è alla base della crescita dell’azienda automobilistica giapponese che proprio in questo modello ha risposto negli anni grandi speranze, puntando a soluzioni innovative coniugate con piccole dimensioni e molta versatilità.

Sul finire degli anni ‘70 di Nissan si conoscono pochi modelli, come la 240Z (commercializzata con logo Datsun e oggi oggetto di culto tra i collezionisti) e il Patrol.

Ma con il progetto K, che vuole sfidare le rivali cittadine del tempo (come la Honda City), Nissan punta ad un prodotto per la città adatto alla famiglia e che strizza l’occhio ai giovani: E’ il germoglio che porterà la casa giapponese a conquistare i mercati di tutto il mondo.

Si parte co il progetto K10: le direttive volevano un’auto piccola, leggera e con meccanica parsimoniosa ed affidabile. Le viene dato il nome di March e ciò che incuriosisce subito il pubblico sono sicuramente le doti tecniche: grazie ad un motore “mille” da 52 CV uinito ai soli 700 Kg di peso del corpo vettura la March si sposta bene e consuma poco.

Grazie al buon successo in patria la March sbarca all’estero, non prima di aver cambiato nome in Micra. Nel 1983 arriva in Gran Bretagna e Spagna, mentre per l’Italia bisogna aspettare il 1988: nella penisola non riscuote grande successo sia perchè è un progetto ormai datato, sia perchè Fiat Panda e Uno vanno fortissimo.

Per questo i vertici Nissan pensano ad un nuovo modello interamente pensato per il mercato europeo: la sigla del progetto è K11 e segna il vero salto di qualità.

L’auto debutta nel 1992 e subito riscuote un ottimo successo, grazie a linee tondeggianti e morbide che il supervisore del progetto Tokuichiro Hosaka non ha paura di definire “dolci e rassicuranti”. Le dimensioni contenute (372 cm di lunghezza e 159 cm di larghezza) non pregiudicano ottime doti di capienza, come testimoniano i 206 lt di bagagliaio che all’occorrenza salgono fino a quota 960 lt.

Numerose anche le dotazioni di serie che comprendono il servosterzo, le cinture di sicurezza con pretensionatori e le barre anti intrusione nelle pontiere; tanti anche gli optional disponibili a listino che solitamente appartenevano ad auto di livello superiore (come ad esempio ABS e climatizzatore).

Anche sotto l’aspetto meccanico la Micra mostra tutta la voglia dei vertici Nissan di arrivare nell’olipo delle citycar: le unità disponibili a listino sono infatti due motori benzina dotati di iniezione elettronica e 16 valvole che assicurano al 1.0 da 55 CV e al 1.3 da 75 CV, buone prestazioni, consumi ridotti, nonché qualità ecologiche allora non comuni.

Infine anche la qualità costruttiva, con un elevato livello di assemblaggi e finiture, viene ottenuto con un rigoroso programma di qualità: tutti questi fattori uniti permettono alla piccola giapponese di diventare Auto dell’Anno 1993, la prima volta per un marchio giapponese.

Nel 2002 arriva la K12 ma i vertici del marchio sono spaventati: sostiture un’auto di successo non è mai semplice, e si opta quindi per una estremizzazione delle forme rendendole ancora più tondeggianti. L’idea, che viene mostrata al pubblico durante il Salone di Francoforte 2001 grazie alla concept “mm”, piace alla critica ed alla gente comune.

E’ una storia che si ripete, con la Nissan Micra che per numerosi anni rimane ai vertici delle classifiche di vendita con maggiori apprezzamenti da parte dei giovani e famiglie. Il motivo è il medesimo: affidabilità, qualità costruttiva e simpatia sono le armi che accomunano i modelli.

L’ultimo commercializzato, il K13, ha debuttato nel 2010 e ha festeggiato i 30 anni di successi delle “sorelle” che nel tempo sono riuscite a farsi apprezzare in oltre 70 mercati per un totale di vendite che superano le 6 milioni di unità.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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