Mercato auto, tutte le novità che potremo vedere dopo il Coronavirus

La pandemia avrà effetti tutt'altro che secondari sul settore dell'automotive. Ecco cosa potrebbe cambiare

Il settore dell’automotive non sarà più lo stesso, dopo il 2020. Sia che la produzione riprenda senza più intoppi a partire dall’estate, sia che il blocco causato dal Coronavirus prosegua anche per tutta la “bella stagione”, il succo del discorso non cambierà affatto: il mondo dei produttori automobilistici dovrà fare i conti con un panorama decisamente differente rispetto a quello che ci si attendeva.

Le analisi di breve e medio periodo di analisti e giornalisti di settore, infatti, prevedevano che il 2020 sarebbe stato sì un anno rivoluzionario per il mondo automotive, ma non per le ragioni che hanno poi portato ai cambiamenti. L’esplosione della pandemia, infatti, ha portato alla cancellazione di eventi come il Salone di Ginevra (e tutti gli altri eventi motoristici in calendario per l’estate e oltre), di manifestazioni come la 24 ore di Le Mans e la Mille Miglia e ha costretto i maggiori produttori al mondo – sia europei sia statunitensi – a bloccare fabbriche e produzione dei veicoli.

Ciò avrà inevitabilmente impatti significativi non solo sulle strategie che i produttori avevano già stabilito, ma anche sulla capacità di “sopravvivere” da parte dei gruppi automobilistici più piccoli. Probabile che accordi già in via di definizione – come quello tra FCA e PSA – subiscano un’accelerata, mentre altre realtà potrebbero a loro volta cercare un partner per evitare di scomparire definitivamente. Secondo alcune analisi preliminari, infatti, il settore automobilistico dovrà faticare non poco per riprendersi e, probabile, che qualcuno rischi di non ripartire affatto.

L’effetto-Coronavirus, poi, potrebbe farsi sentire anche sulla strategia che i gruppi automobilistici potrebbero adottare quando la produzione riprenderà. È possibile che molti produttori siano costretti – o saranno costretti nelle prossime settimane – a rivoluzionare completamente i piani di sviluppo già approntati e approvati nei mesi e negli anni passati. A risentirne maggiormente potrebbe essere la transizione elettrica, che prima dello stop alla produzione sembrava ormai essere ben avviata. Tant’è che secondo diversi analisti, il passaggio dai motori termici a quelli elettrici sta gravando non poco sulle economie delle case automobilistiche. Lo stop alla produzione e il rallentamento delle immatricolazioni di auto nuove potrebbe convincere più di qualcuno a rivedere i piani e rimandare di qualche mese – o qualche anno – il passaggio all’elettrico.

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