Lexus IS Hybrid, la berlina che sfida le tedesche con due motori

Lussuosa e sofisticata, la nuova ibrida giapponese è precisa da guidare e costruita bene, con un consumo reale di 5,9 l/100 km

La Lexus IS Hybrid è una sorta di anello di congiunzione tra due mondi. Uno tradizionale, quello delle classiche berline a tre volumi come l’Audi A4, la BMW Serie 3 e la Mercedes Classe C, e l’altro tecnologico, quello delle automobili ibride, spinte cioè da un motore termico e da un motore elettrico. Infatti la nuova generazione della IS arriva nelle concessionarie a giugno solo nella versione Hybrid, proponendo così un’alternativa unica alle motorizzazioni turbodiesel delle suddette tedesche.

Il biglietto da visita della tecnologia della IS Hybrid è l’aspetto esterno, che non passa inosservato. I gruppi ottici anteriori infatti sporgono come due occhi dalla carrozzeria e le luci diurne a Led hanno una forma triangolare molto particolare. Sparse qua e là ci sono poi delle pinne aerodinamiche che contribuiscono a un Cx pari a 0,25 sulla versione della IS Hybrid più efficiente. Sulla fiancata, poi, le linee della carrozzeria scorrono fino a congiungersi con gli avvolgenti fari posteriori orizzontali che rendono molto aggressiva la vista posteriore della vettura.

Uno degli aspetti più convincenti della Lexus IS Hybrid è l’abitacolo, con una plancia fatta a scalini e levigata da raccordi arrotondati, quasi fossero i salti di una cascata d’acqua. Al centro della console c’è poi lo schermo da 7" del dispositivo d’infotainment, ma il vero protagonista dell’intrattenimento a bordo è il sistema hi-fi della Mark Levinson (a richiesta per 1.200 euro, a seconda dell’allestimento): la diffusione del suono è nitida, anche a volume basso. Molto tecnologica è anche la climatizzazione, visto che si può regolare la temperatura semplicemente facendo scorrere il dito su un cursore, mentre premendo un pulsante sul volante (ma solo sulla versione F Sport) il quadrante del contagiri trasla lateralmente permettendo di visualizzare un display nascosto. Il nostro test inizia proprio dalla F Sport, che ha un look esterno più aggressivo e una dotazione di serie più ricca dell’allestimento base. Poco dopo essere partiti notiamo la comodità dei sedili, realizzati con una schiuma integrata che al primo strato morbido contrappone una struttura più consistente, e quindi un ottimo sostegno.

Una volta in movimento la Lexus IS Hybrid mostra tutta la sua scorrevolezza, scivolando via fluida e scorrevole e isolando l’abitacolo dal mondo esterno. Si sentono praticamente solo i fruscii aerodinamici, perché il rumore di rotolamento degli pneumatici e quello del motore  restano in sottofondo. Il 4 cilindri di 2,5 litri a ciclo Atkinson è un propulsore completamente nuovo, in alluminio, con iniezione diretta di benzina, variatore di fase sulle valvole di aspirazione e scarico e sistema di ricircolo di gas di scarico EGR.

Hai 181 CV, che vanno a sommarsi ai 42 CV del motore elettrico per una potenza totale di 223 CV, che permette alla Lexus IS Hybrid di coprire lo 0-100 km-h in 8,3 secondi, arrivare a una velocità massima di 200 km/h (autolimitata) ed emettere 99 g/km di CO2 nella versione più efficiente.

Al volante la prima sensazione è quella che il nuovo software di gestione dell’energia proveniente dalle batterie (al nichel metal idruro Ni-MH) sia migliore rispetto ai già esistenti moduli ibridi Toyota e Lexus. Infatti, anche affondando sull’acceleratore i giri non salgono mai in maniera eccessiva, limitando così l’effetto “frizione che slitta” della trasmissione E-CVT, cioè un rotismo epicicloidale che offre la possibilità di selezionare 6 rapporti attraverso i bilancieri dietro al volante. Tutto questo contribuisce a coinvolgere il guidatore anche se la IS Hybrid resta una sublime viaggiatrice più che una macchina incline allo stile di guida sportivo. Che in realtà, asseconda la volontà del marchio Lexus di caratterizzare sportivamente i suoi nuovi modelli, grazie all’assetto ottimamente bilanciato tra avantreno e retrotreno, agli elevati livelli di tenuta laterale e stabilità e alla precisione nel percorrere le curve. Il merito va ascritto alla scocca più rigida e alle sospensioni, adatte alla guida veloce e in grado di  digerire le irregolarità stradali. Buoni anche i freni, che rispondono in maniera convincente senza manifestare quella spugnosità che caratterizza di solito le auto frenata rigenerativa. I tecnici hanno perciò realizzato una macchina veloce e precisa, ma volendosi divertire con la trazione posteriore si vorrebbe una maggiore grinta da motore, trasmissione e sterzo.

In conclusione, la Lexus IS Hybrid si concede solo qualche piccola svista come il freno a mano a pedale o le bocchette della climatizzazione posteriori non richiudibili. Comunque, i bassi costi di esercizio della IS Hybrid faranno impensierire le già citate rivali tedesche, dotate di motori turbodiesel intorno ai 2 litri di cilindrata: nei circa 200 km della nostra prova su strada il consumo medio peggiore è stato di 8,5 l/100 km (circa 11,7 km/l), ottenuto guidando molto sportivamente, mentre con uno stile di guida normale, abbiamo registrato un valore di 5,9 l/100 km (circa 16,9 km/l). Il tutto per prezzo di 37.500 euro per la Lexus IS Hybrid, che diventano 40.500 per l’allestimento Executive, 44.000 euro per la versione F Sport e 50.000 euro per la top di gamma IS Hybrid Luxury.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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