Lamborghini Sogna, l’italiana immaginata da un giapponese. Foto

2,38 milioni di euro il prezzo stimato per l'unico esemplare marciante di un prototipo del 1994

Una macchina che si chiama Sogna fa pensare, appunto, a un’auto molto fantasiosa, e con una storia alle spalle da raccontare. In effetti, è così: la Lamborghini Sogna è la realizzazione di Ryoji Yamazaki, un giapponese che all’età di 13 anni aveva il sogno di realizzare una propria supercar.

E che nel 1991, all’età di 41 anni, ha potuto portare a termine, attraverso il suo studio di design, Art & Tech. Il punto di partenza era una delle più affascinanti Lamborghini d’epoca, chiamata proprio con il nome di un’esclamazione di meraviglia in piemontese, Countach.

Su questa base, Ryoji Yamazaki inizio a disegnare la sua automobile ideale, con l’intento di produrne una serie limitata a pochi esemplari; alla fine, invece, ne vennero realizzate soltanto due: la prima fu esposta al Salone di Ginevra del 1991 come esemplare non marciante, mentre al Motor Show di Essen, in Germania, nel 1994, fu proposta una versione totalmente funzionante.

L’operazione non fu propriamente economica per Ryoji Yamazaki, in quanto costò 1,6 milioni di dollari di quell’epoca, allora una cifra esorbitante. Però oggi la Sogna è in vendita su James Edition, uno store di oggetti di gran lusso, allo stratosferico prezzo di 2,38 milioni di euro.

Come dire che il sogno sarà anche costato tanto, ma ha anche acquistato un valore concreto nel tempo.

Ma com’è fatta questa Lamborghini? E’ un’auto singolare, color verde kiwi, dalle linee basse ma anche piene di rotondità, come usava negli anni ’90, e con un curioso frontale che sembra un po’ il muso di un coccodrillo; e in effetti, con questo verde e le forme schiacciate, la somiglianza con un rettile è piuttosto decisa.

La potenza, invece, non manca di sicuro, potendo contare sul V12 da 5,2 litri capace di 448 CV e velocità massima di 300 km/h, con un rombo capace di catturare l’attenzione.

Ovviamente, la discesa nel basso e angusto abitacolo è garantita da scenografiche porte ad ala. E ora, chissà chi sarà il ricchissimo collezionista che potrà mettersi alla guida di questo "sogno" italo-giapponese.

(a cura di OmniAuto.it)

 


 

Fonte: Ufficio Stampa

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