Lamborghini Espada, 50 anni e non sentirli

Nel 1968 la casa italiana produsse il primo modello a quattro posti: diventerà la Lamborghini più venduta in assoluto

Compie cinquanta anni una delle auto che ha rivoluzionato il mondo a quattro ruote. Il 1968 fu un anno ricco di novità e sugli stessi binari si mosse anche la Lamborghini con la Espada, il primo modello della casa italiana a quattro posti che con il suo mix tra “limousine” e Gran Turismo puntava a stregare una clientela alto spendente.

L’esordio della Lamborghini Espada fu probabilmente il migliore che un’auto possa aspettarsi. Nel 1967, durante il Gran Premio di Monaco di Formula 1, il Principe Ranieri III fu accompagnato dalla moglie, la Principessa Grace Kelly, per il giro d’onore nel Principato a bordo della Marzal, il modello che con qualche modifica estetica diventerà poi la Lamborghini Espada. I reali monegaschi furono impressionati dalla modernità delle linee, dalla lunghezza insolita per un’auto della casa di Sant’Agata Bolognese e per l’altezza da terra di appena 120 centimetri.

Quella che era nata come una commistione di due stili totalmente differenti, si rivelò poi un modello molto apprezzato e il più venduto in assoluto della casa italiana. La modernità della Espada consentì alla Lamborghini di produrne in serie dal 1968 al 1978 e di vendere ben 1226 esemplari.

A progettare la nuova Lamborghini Espada furono Marcello Gandini e l’ingegnere Paolo Stanzani: sul modello della Marzal, per la nuova Gran Turismo a quattro porte era stato previsto il motore all’anteriore per guadagnare spazio per i passeggeri e per il bagagliaio, mentre le portiere ad ali di gabbiano, poco funzionali per un modello a quattro posti, furono sostituite con quelle classiche.

Per la meccanica il modello da imitare fu la 400 GT, il cui passo fu però allungato di 15 centimetri, mentre le prestazioni erano garantite da un V12 con 3929 cavalli alimentato da ben sei carburatori. La Lamborghini Espada ha fatto la storia anche per aver presentato per la prima volta due versioni per il cambio: accanto al classico manuale, arrivò infatti un automatico a 3 marce prodotto dalla Chrysler.

La nuova nata in casa Lamborghini fu prodotta in tre serie, alimentate con motori sempre più potenti e in grado di raggiungere anche i 260 chilometri orari. Se le prestazioni non deludevano gli appassionati della velocità, altrettanto si può dire per gli interni, che incontravano tutte le necessità degli acquirenti più attenti allo stile. L’abitacolo era infatti rifinito con particolari di pregio e integralmente rivestito in pelle per garantire il massimo comfort e nella versione “vip” era anche presente un televisore a colori Brionvega posizionato tra i sedili anteriori.

Nonostante la produzione in tre serie e il grande successo riscosso, la Lamborghini decise di lasciare senza eredi la Espada, dedicandosi soltanto alle biposto. Dopo la Espada arrivò infatti la Countach, che prese il posto della Miura. Ultimamente la Lamborghini ha riproposto la Espada con il prototipo a 4 porte Estoque, ma il prototipo non sarà mai prodotto in serie, così come la Asterion 2+2 del 2014.

I 50 anni della Lamborghini Espada

Fonte: Instagram

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