LaFerrari, tutti i segreti della strumentazione alla Top Gun

Il quadro della nuova supersportiva è frutto dell'ingegno italiano e funziona addirittura "meglio" di un iPad

Che la macchina più tecnologica e costosa prodotta dalla Ferrari sia tra le migliori automobili in assoluto è quasi un’ovvietà. Ma che la sua strumentazione sia meglio di un iPad, superiore cioè al know how di del marchio tutt’ora al primo posto nella classifica dei 100 brand più ricchi al mondo (Apple) è un fatto nuovo. O per lo meno non ancora entrato negli automatismi mentali di chi, per anni, ha associato all’automobile l’idea di oggetto meccanico, fisico, tangibile.

Eppure il quadro strumenti de LaFerrari sembra davvero di un altro pianeta: tutto virtuale, con due microprocessori a gestire altrettanti layout grafici e innumerevoli videate, ma in grado di funzionare in condizioni climatiche proibitive per qualsiasi computer, oppure di risultare leggibile anche quando i riflessi della luce renderebbero un tablet non molto diverso da uno specchio. Per scoprire i segreti di questo pezzo di bravura italiana abbiamo parlato proprio con l’ingegnere che ne ha curato lo sviluppo, Pietro Genesin, Project Leader all’interno dell’azienda lombarda MTA che ha realizzato la strumentazione “alla Top Gun” della Ferrari LaFerrari. Dietro lo schermo da 12 pollici TFT da 12,3 pollici c’è dunque tanta capacità italiana.

E anche di tecnologia, come quella che ha permesso di realizzare la palpebra del cruscotto in fibra di carbonio. Un componente a cui è dato molto risalto, per esempio, è il sistema Kers che gestisce l’apporto del motore elettrico alla potenza totale della vettura: su 963 CV totali, infatti, 800 provengono dal 12 cilindri a V di 6,3 litri di cilindrata e 163 CV dall’unità elettrica. Una chicca è il fatto che la strumentazione de LaFerrari sia riconfigurabile, perché – come ci racconta l’ingegner Pietro Genesin – “al suo interno c’è una libreria grafica che di fatto è pensata per consentire al pilota di scegliere tra due diversi layout grafici: uno più fedele ai cruscotti tradizionali, con il contagiri centrale, per un uso stradale; il secondo con una visualizzazione essenziale di tipo “Racing”, da pista.

Per ogni layout, è possibile visualizzare diverse grandezze quali la temperatura dell’olio, la tensione della batteria o relative allo stato della vettura. Per cambiare i contenuti della grafica, l’utente ha a disposizione un tastierino dotato di alcuni pulsanti e lo strumento riconosce la richiesta precisa a seconda del pulsante che viene premuto”. La presenza di una tastiera è una premessa per altri contenuti tipici di un iPhone, visto che la strumentazione de LaFerrari consente di visualizzare anche i sistemi di infotainment, quali la mappa della navigazione, i contatti della rubrica del telefono o la lista dei brani musicali contenuti nel sistema stesso.

Nello stesso modo si possono vedere le informazioni relative alla telemetria, visto che il quadro ha la possibilità di accettare segnali video dall’esterno: quando il sistema è collegato al modulo esterno di telemetria si possono visualizzare il formato del circuito, la posizione della vettura all’interno del circuito, i tempi, le caratteristiche del circuito e così via. Inoltre si possono cambiare la lingua e l’unità di misura, ma anche lo sfondo del contagiri. Questo, di solito, non è possibile perché il contagiri è un oggetto fisico e quindi si può scegliere il colore solo in fase di acquisto della vettura. Il parallelo tra il quadro strumenti e il mondo dell’elettronica di consumo, in un certo senso, finisce pensando che su un’auto in movimento il sistema non può bloccarsi ed essere riavviato come un normale computer.

Non sono poi ammessi ritardi nella visualizzazione di informazioni come la velocità dell’auto, i giri motore, la marcia o l’usura dei freni carboceramici. Inoltre, se da un lato, i tool grafici usati per sviluppare la strumentazione de LaFerrari sono gli stessi usati per creare ad esempio un tablet, dall’altro bisogna tener conto di vincoli più severi. Il quadro della super Ferrari infatti funziona quando un computer non potrebbe, tra -40°C e + 80°C e deve sempre garantire proprietà ottiche di leggibilità e contrasto, in qualsiasi condizione. E in futuro una strumentazione come quella de LaFerrari potrà essere proiettata sul parabrezza in 3D, non appena i costi scenderanno.

Perché, come ci spiega l’ingegner Genesin, “questo consentirà una sicurezza maggiore, che sarà conseguenza della riduzione della distrazione alla guida. Il problema centrale, infatti, è che per elaborare le informazioni presenti all’interno del veicolo bisogna smettere di guardare la strada e mettere di nuovo a fuoco, creando un carico al cervello che deve lavorare in tempi ridottissimi per abituarsi alla differenza. In MTA stiamo lavorando su questo per trovare una soluzione ottimale per i nostri clienti, anche perché questi oggetti richiedono un concetto nuovo di configurazione e di utilizzo dello spazio all’interno della vettura stessa”.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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