Auto invendute: servono incentivi anche per benzina e diesel Euro6d

Arriva proprio dal governo, e in particolare dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Alessia Morani, una proposta per potenziare gli aiuti al settore auto.

Il mondo dell’auto ha bisogno di una spinta importante dopo tre mesi in cui le immatricolazioni sono praticamente crollate. Per dare una scossa al settore serve un importante intervento del Governo in tema di incentivi che consenta di smaltire gli stock di produzione per aiutare le Case automobilistiche e i concessionari nella ripresa.

Arriva proprio dal governo, e in particolare dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Alessia Morani, una proposta per potenziare gli aiuti al settore auto in crisi previsti dal decreto Rilancio in vista della sua conversione in Parlamento.

Per il sottosegretario Morani urge  ampliare l’ecobonus” per ibride ed elettriche “anche alle auto a motore termico più all’avanguardia, che consentiranno anche l’abbattimento delle emissioni”, visto che a causa del Coronavirus “nei piazzali restano 350 mila veicoli prodotti prima della crisi“.

Ciò significa ampliare la platea anche ai veicoli benzina e diesel Euro 6D. Del resto sarebbe sufficiente seguire quello che è stato fatto in Francia da Macron che ha pensato anche ad incentivi di 3mila euro destinati a vetture benzina o diesel Euro 6d di ultima generazione, pensati proprio per smaltire gli enormi stock dei concessionari d’Oltralpe.

Le auto euro 6D (direttive UE anti inquinamento) )sono quelle immatricolate da gennaio 2020 e  prevedono una riduzione del 50% dei limiti di NOx misurati con la nuova procedura di prova. In pratica le norme obbligano i costruttori ad omologare le proprie auto secondo nuovi test che tengano conto anche della guida su strada in condizioni reali e non si basino invece solo sui test in laboratorio

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