Il caro-benzina si combatte con l’auto radioattiva. Foto

Allo studio un'auto alimentata a torio, un metallo radioattivo: otto grammi durano 100 anni

Un’auto radioattiva potrebbe diventare realtà, almeno secondo quanto sta studiando la società americana Laser Power Systems, con un obiettivo: fare un “pieno” alla propria auto in grado di durare 100 anni.

Come dire, andare fare il rifornimento successivo nel 2113.

L’elemento magico si chiama Torio (Th), proprio in omaggio al dio nordico Thor (lo scoprì infatti uno scienziato svedese); si tratta di un metallo naturale che è sì radioattivo, ma che viene impiegato correntemente per i filamenti delle lampadine, oppure per vetri speciali.

Contrariamente a quel che si può pensare, non produce emissioni inquinanti, ed è uno degli elementi più densi che esistono in natura: otto grammi di Torio potrebbero, appunto, durare fino a 100 anni, mentre un grammo di Torio ha la capacità energetica di 28.000 litri di benzina.

Il Torio è sotto osservazione da parecchio tempo, anche per l’uso nei reattori nucleari al posto dell’Uranio in quanto più sicuro, perché meno radioattivo, e incapace di produrre reazioni a catena.

E anche i motori che sfruttano questo principio sono già applicati in vari settori, dalle sonde spaziali ai sottomarini.

La Laser Power System ha però proposto il primo motore a Torio da produrre in serie, e lo ha applicato ad un’automobile vera, dall’aspetto decisamente futuribile: ruote enormi e scavate, tetto bassissimo e con un’unica vetratura scura, una imponente calandra a listelli orizzontali nel frontale.

Una via di mezzo tra una specie di creatura degli abissi e l’auto di Batman.

Come funziona? La sperimentazione avviene con blocchi di Torio, il cui calore aziona un laser in grado di scaldare l’acqua, che a sua volta serve per alimentare una piccola turbina; questa produce energia elettrica, e permette il funzionamento dell’auto.

Il primo prototipo di auto dotata di un motore a torio risale al 2009; ora è allo studio è un generatore da 250 kW, realizzato con una tecnologia ormai pronta per la produzione in grande serie.

Ad un costo che pare non essere eccessivo, almeno allo stato attuale: il Torio è un elemento diffuso in natura all’incirca come il piombo, ha un costo estrattivo di poco più di 50 euro al kg ed attualmente valutato meno di 4 euro al grammo. Sarà il motore del futuro?

(a cura di OmniAuto.it)