I dispositivi elettronici in auto aiutano la guida o distraggono?

Uno studio dell'Università di Strasburgo mostra come la tecnologia di cui è dotata la macchina spesso limita l'attenzione anziché essere utile alla sicurezza stradale

ll paradosso dell’auto moderna. È piena zeppa di tecnologia, che in teoria dovrebbe assolvere a due compiti. Uno: garantire la sicurezza stradale. Due: rendere il viaggio più confortevole. Ma davvero è sempre così? In realtà, per cominciare, un recentissimo studio francese (promosso dalla fondazione Vinci Autoroutes) sui regolatori e limitatori di velocità (fissano l’andatura della macchina in automatico) mette in guardia: questi dispositivi, in realtà, possono limitare l’attenzione alla guida.

La ricerca è stata compiuta dal centro di ricerca neurocognitiva e neurofisiologica dell’Università di Strasburgo (Ci2N), testando con particolari misurazioni elettroencefalografiche 90 guidatori di età diverse in un simulatore di guida, in contesti differenti di volta in volta.

Lo studio ha rivelato come l’impiego di cruise control e limitatori può ridurre l’abilità di inserirsi nel traffico a causa di una maggior difficoltà a modulare la velocità. E può limitare lo stato di allerta del guidatore, soprattutto con il cruise control che fa "lavorare"  poco l’automobilista. Inducendo in una specie di guida semiautomatica. Questa condizione produce effetti più marcati nei guidatori giovani e dopo circa 30 minuti di viaggio.

Così, i tempi di reazione potrebbero diventare più lunghi, addirittura di circa un secondo, corrispondente a 40 metri percorsi in più prima di una frenata a 130 km/h. E ci può essere una riduzione della distanza di sicurezza nelle fasi del cambio di corsia dal 5 al 10%. Il consiglio dei ricercatori?

Usare questi strumenti ma ricordarsi che alla base c’è sempre l’uomo, con le proprie capacità. Attenzione, in particolare, a utilizzare il cruise control con traffico intenso o in corrispondenza di situazioni che potrebbero più facilmente portare a frenate d’emergenza. E nei viaggi sono consigliate più pause per rendere più viva l’attenzione.

E un rapporto della Polizia stradale del Veneto ha indicato la distrazione provocata dall’armeggiare col navigatore satellitare, o anche solo seguirne le indicazioni, come fattore che contribuisce a provocare incidenti stradali. Una Compagnia di assicurazioni inglese, in particolare, ha accertato in uno studio che il 19% degli automobilisti è distratto dal Gps quanto e forse più che dal telefono cellulare. Risultato: ben 300.000 incidenti.

Il guaio è che troppo spesso il percorso non viene programmato prima di mettersi viaggio e ad auto ferma, ma dal guidatore mentre la vettura è in movimento: il pessimo vizio di digitare l’indirizzo approfittando di un tratto rettilineo e momentanemente senza traffico sono tra le principali cause di distrazione.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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