Falsi incidenti, danno alle assicurazioni per 250mila euro

I carabinieri di San Luca hanno denunciato 66 persone per truffa alle assicurazioni: utilizzavano falsi documenti

I furbetti delle assicurazioni tornano a colpire. I Carabinieri di San Luca, in Calabria, hanno denunciato in stato di libertà ben 66 persone, tutte originarie della Locride, per una serie di falsi incidenti e l’utilizzo di contrassegni d’assicurazione contraffatti. Le indagini hanno preso il via nel 2017 per concludersi nel novembre 2019, mentre i provvedimenti cautelari sono arrivati solamente in questi giorni.

L’indagine, denominata dagli inquirenti “Car Wash 2”, riguarderebbe dei presunti sinistri stradali avvenuti in Calabria e non solo. Le operazioni hanno interessato anche le procure di Milano, Roma, Trieste e Alessandria. Stando a quanto si legge nelle carte dell’indagine, la condotta fraudolenta da parte dei 66 indagati avrebbe causato danni alle compagnie assicuratrici per oltre 250 mila euro. Una cifra di tutto rispetto e che potrebbe addirittura essere rivista al rialzo in una seconda fase.

Gli indagati sono accusati di fraudolento danneggiamento di beni assicurati, uso di atto falso, illecito utilizzo di dati personali, attività assicurativa o riassicurativa abusiva, favoreggiamento, indebito utilizzo di carta di credito e sostituzione di persona. Tra i 66 finiti sul registro troviamo anche due persone che si sono spacciate per agenti assicurativi (senza però esserlo) e una persona che già in passato era stata denunciata per aver simulato falsi incidenti.

L’indagine parte da un’attività di monitoraggio che ha consentito di accertare come la gran parte degli indagati avesse utilizzato documenti di identità contraffatti per poter ottenere premi di assicurazione più bassi. Gli automobilisti hanno infatti dichiarato di essere residenti in provincie e comuni a basso tasso di sinistrosità. In questo modo il premio pagato per l’assicurazione auto era più basso di quanto dovesse effettivamente essere, causando così un danno sostanziale alle compagnie assicuratrici interessate dal raggiro.

Grazie a questi controlli, poi, è stato possibile scoprire una serie di falsi incidenti – 10, stando a quanto si legge nelle carte dell’indagine – denunciati dagli stessi assicurati. Analizzando la documentazione allegata alle richieste di risarcimento, gli inquirenti hanno riscontrato la corrispondenza con i dati inseriti nelle denunce. In questo modo gli inquirenti sono riusciti a ricostruire l’intera “ragnatela” di contatti, denunciando così 66 persone.

L’inchiesta, come lascia intuire anche il nome, nasce dall’analoga operazione “Car Wash” condotta dal 2014 al 2017. In quella occasione, gli inquirenti riuscirono a ricostruire un giro di false assicurazioni (condito da 72 sinistri stradali mai avvenuti) che provocarono un danno economico di ben 800 mila euro.

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