Food truck in Italia: come aprirne uno

Sapere come aprire un food truck in Italia è un passo fondamentale se si vuole avviare questa attività

Ultimamente sta spopolando la moda dei food truck. Per chi non sappia cosa sia, è utile sapere che non è altro che un negozio ambulante in cui comprare del cibo di strada. Infatti, il food truck è praticato da tutte le aziende che utilizzano dei camion, di qualsiasi tipologia , per vendere cibo pronto. Per averli, è necessario essere in possesso di autorizzazione.

Il food truck, qualche anno fa diffuso soprattutto durante fiere e sagre di paese, adesso sta diventando quasi una necessità per molti ristoranti e bar. Il motivo è semplice: una postazione mobile permette di raggiungere un maggior numero di clienti. Inoltre, le persone sono maggiormente incentivate all’acquisto per via del basso costo dei prodotti.

La prima cosa da sapere quando si ha intenzione di aprire un food truck, è che è necessario un investimento per allestire la postazione che va dai 20000 ai 40000 euro. Per quanto riguarda documenti e burocrazia, l’attività è regolamentata da norme relative al “commercio al dettaglio su area pubblica”, in quanto trattasi di commercio ambulante. L’attività può essere esercitata esclusivamente da qualsiasi persona fisica oppure società di persone.

Per aprire un food truck  esistono diverse tipologie di licenze a seconda della destinazione d’uso della propria attività di food truck. In particolare, se si desidera avere una concessione per la vendita ambulante in un preciso posto per una specifica data, allora si riceverà una licenza di tipo A. L’autorizzazione sarà rilasciata dal comune in cui è ubicato il posteggio. La licenza di tipo B concerne il commercio ambulante in forma itinerante, e consente il commercio in tutto il territorio nazionale.

Immagini: Depositphotos

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