Fine di un’era: Volkswagen non produrrà più il Maggiolino

La casa automobilistica tedesca ha deciso di non produrre più i remake di una delle auto più influenti della storia

Dai prossimi mesi il mondo delle autovetture sarà un po’ più povero. Volkswagen ha deciso di terminare la produzione del maggiolino. Un pezzo di storia dei motori non verrà più prodotto né rimpiazzato con una qualche versione riveduta e aggiornata della mitica autovettura che ha segnato la storia.

Frank Welsch, capo della sezione innovazione della Volkswagen non ha lasciato alcun spiraglio di speranza, non c’è più spazio per l’automobile che nel 1999 è stata nominata tra le cinque automobili più influenti del XX secolo e definita, per la sua diffusione globale, uno dei primi esempi di world car.

I tempi cambiano, le vetture evolvono e c’è poco spazio per la nostalgia, almeno nelle fabbriche che adesso puntano forte sull’innovazione per non mancare l’appuntamento con il futuro, costellato da auto a guida autonoma, nuove livree e propulsione elettrica.

L’epilogo non riguarda il modello storico, uscito di produzione nel 2003, quando esce dalla catena di montaggio l’ultimo Maggiolino, ponendo fine a una carriera caratterizzata dalla vendita di 21 milioni di esemplari prodotti nell’arco di 65 anni.

Il 2018 vede la fine anche della New Beetle, il modello retrò che richiamava le forme e la filosofia dell’auto utilizzata da hippy e spiriti liberi e che ebbe nuova vita agli inizi degli anni Novanta negli stabilimenti californiani della Volkswagen, dove venne prodotto e presentato poi a Wolfsburg nel 1993. Fece il suo esordio al Salone di Detroit. Presentato più come un bizzarro esperimento piuttosto che come un autentico prodotto che potesse suscitare l’interesse degli acquirenti, il modello, invece, piacque tantissimo e convinse la casa automobilistica tedesca a iniziare la produzione.

Meccanica modernizzata, presa a piene mani dall’efficiente Golf, unita a uno stile rinnovato ma molto fedele all’originale, il Nuovo Maggiolino ebbe un successo strepitoso. In poco più di dieci anni vennero venduti più di un milione di esemplari che diedero anche nuova linfa alle casse della Volkswagen con un inaspettato effetto traino che fece aumentare le vendite anche alle altre vetture della casa tedesca.

Oggi la faccenda si è complicata e i dirigenti della Volkswagen non intendono puntare ancora su una linea che non sembra più suscitare l’entusiasmo di un tempo. Il suo posto nella gamma sarà preso da I.D. Buzz ispirato al T2 Transporter, cioè il famoso Bulli, un altro pezzo di storia targato Volkswagen che si rinnova e guarda all’elettrico.

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