Fca dice addio a Fiat Punto e Alfa Romeo MiTo

La produzione dei due modelli storici terminerà a luglio, ecco come saranno sostituite dai brand italiani

Fiat e Alfa Romeo annunciano la fine di un ciclo. L’era della cosiddetta utilitaria scompare definitivamente con l’annuncio dello stop alla produzione negli stabilimenti italiani di Punto e MiTo da parte di FCA.

Due pietre miliari dell’automobilismo italiano, destinate a due target di guidatori differenti, ma che a loro modo hanno segnato la storia delle auto in Italia. La fine della produzione di Fiat Punto e Alfa Romeo MiTo non esclude a priori che i brand made in Italy possano rivalutare questi modelli con aspetto e allestimento totalmente differenti, in linea con le prerogative del gruppo FCA.

La realtà, intanto, riguarda gli stabilimenti di Mirafiori e di Melfi. Nella fabbrica torinese già questa settimana non saranno più prodotte le piccole di casa Alfa Romeo, mentre in Basilicata lo stop alla produzione delle Punto arriverà entro fine luglio. La decisione è stata presa dal CEO Sergio Marchionne e comunicata negli scorsi giorni: ridimensionamento della produzione delle vetture di piccola taglia e sempre meno utilitarie del gruppo FCA.

La situazione sarà però immediatamente critica soprattutto per gli operai. Solo nel 2017, infatti, l’intero gruppo ha prodotto poco meno di 53mila esemplari di Fiat Punto da destinare al mercato italiano ma non solo e lo stop alla linea di assemblaggio comporterà la stipula di 7400 contratti di solidarietà per i lavoratori di Melfi. Per quel che riguarda i lavoratori piemontesi, invece, 1000 addetti saranno temporaneamente dirottati presso lo stabilimento di Grugliasco.

Con questa decisione strategica, cambierà il futuro internazionale del gruppo FCA. In Italia, Fiat si concentrerà maggiormente sulla produzione dell’intera gamma 500, proposta come alternativa alla Punto ormai destinata alla pensione. La city car sarà proposta sul mercato in versione Green e mild-hybrid, ma non è da sottovalutare la svolta ecologica anche di Panda. L’alternativa alla Punto in casa Fiat non sarà dunque da ricercare in un nuovo modello del segmento B, quanto piuttosto in auto dalle caratteristiche simili, come 500 e Panda, ma concettualmente differenti.

In casa Alfa Romeo, la fine della produzione della MiTo coinciderà probabilmente con un nuovo futuro per la Alfetta, modello storico della casa italiana e pronta a rilanciarsi tra le compatte. In ogni caso, gli stabilimenti italiani non rischiano la chiusura. Secondo le indiscrezioni, infatti, si punterà su due differenti direzioni: la svolta green e la riconversione al lusso. Il gruppo FCA ha stanziato 45 miliardi di euro per la produzione di 28 nuovi modelli: gli ingegneri sono già al lavoro per mettere sul mercato modelli elettrici e in versione premium.

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