Fiat ha ora il 100% di Chrysler, i termini dell’accordo. Foto

Vi spieghiamo cosa significa per l'Italia e per l'industria questa importante operazione finanziaria

Il 2014 può già essere considerato un anno storico: Fiat ha comprato il 100% di Chrysler. Infatti, il Lingotto aveva già in mano la maggioranza del Gruppo americano (il 60% circa), e adesso è stata rilevata la partecipazione detenuta dal fondo d’investimento del sindacato dei lavoratori Chrysler (più del 40%).

Costo dell’operazione, oltre 3,6 miliardi di dollari. Al di là di questioni tecniche, qual è il grosso vantaggio per Fiat? Adesso, l’azienda italiana può dare fuoco alle polveri, in due mosse: primo, lo sviluppo di nuovi modelli; secondo, il rilancio dei marchi Alfa Romeo, Fiat e Jeep.

La “mente” della strategia è Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto. Prima, il manager col pullover ha salvato Chrysler, cinque anni fa, e poi l’ha rilanciata. Proprio grazie alla spinta del Gruppo americano, si riesce a far fronte alle perdite pesanti europee.

Se il Vecchio Continente delude, in altre zone del pianeta, grazie all’acquisizione di Chrysler, il gruppo italiano sta a galla, coi conti in ordine. Ora quindi parte un’altra fase della partita a risiko di Marchionne: vendere ancora di più sul globo terracqueo. C’è poco da fare, l’italocanadese ha visto giusto: negli anni passati, pochi investimenti, pochi nuovi modelli, a in futuro sfruttamento delle sinergie fra i due Gruppi (Fiat e Chrysler).

E quali modelli potremo vedere? Forse, le Alfa Romeo Giulia, Giulia station wagon. Poi le coupé e i Suv del Biscione. La 4C, la 4C Targa. Senza contare la Giulietta nuova e la MiTo. E ancora, le Maserati Ghibli, Quattroporte e la nuova Granturismo. Per quanto riguarda la gamma Fiat, si procederà, probabilmente, a tutta Panda e 500, che potrebbe divenire addirittura un brand a sé stante di fatto. Infine, le Chrysler avranno uno stile più europeo.

In un momento in cui tante realtà italiane vanno a finire in mani straniere, un’azienda nostrana acquisisce una realtà estera. Non resta che sperare che gli stabilimenti di Mirafiori e Cassino traggano ossigeno dall’unione. Il tutto, comunque, anche per la gioia degli azionisti (e magari di qualche speculatore): con Fiat che “mangia” tutta Chrysler, il listino del Lingotto in Borsa è schizzato alle stelle…

(a cura di OmniAuto.it)
 


 

Fonte: Ufficio Stampa

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