Ferrari Daytona SP3: la supercar che nasce dai modelli leggendari

Presentata lo scorso novembre la nuova Ferrari ‘Icona’ che si affianca alle Ferrari Monza SP1 e SP2, versione ‘Targa’ ed edizione limitata, si ispira al mondo degli Sport Prototipi anni 60

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Laura Raso

Automotive specialist

Cresciuta nel paese della Moto Guzzi, coltiva la passione per i motori e trasforma l’amore per la scrittura in lavoro, diventando Web Content Editor esperta settore automotive.

Nel lontano 1967, alla 24 Ore di Daytona del 6 febbraio, la Ferrari compì una delle maggiori imprese della sua storia sportiva: tre vetture arrivarono sul podio della prima gara del Campionato Mondiale Sport Prototipi di quell’anno. La 330 P3/4, la 330 P4 e la 412 P rappresentavano altrettante evoluzioni della 330 P3, modello che il team guidato dall’ingegner Mauro Forghieri riuscì a migliorare in ciascuno dei tre fondamentali di ogni auto da corsa: motore, telaio e aerodinamica.

La 330 P3/4 incarnava alla perfezione lo spirito degli Sport Prototipi anni 60, decennio che viene considerato l’epoca d’oro delle competizioni motoristiche a ruote coperte. E lo si capisce fin dal suo nome, che la Ferrari Daytona SP3 è vicina a quella leggendaria tripletta e sottolinea l’intento di rendere omaggio agli Sport Prototipi Ferrari che contribuirono a far entrare il marchio nella leggenda degli sport motoristici. La supercar in edizione limitata presentata lo scorso novembre presso l’autodromo internazionale del Mugello entra a far parte del segmento ‘Icona’ che già comprende le Ferrari Monza SP1 e SP2.

I dettagli della Ferrari Daytona SP3

Per quanto riguarda il design dell’auto, possiamo dire che si basa sull’armoniosa contrapposizione di contrasti: superfici plastiche e sensuali si alternano a linee decise che ricordano l’ingresso preponderante dell’aerodinamica nel design di auto da corsa del tempo come la 330 P4, la 350 Can-Am e la 512 S.

Anche la scelta di dotare la Ferrari Daytona SP3 di una carrozzeria di tipo ‘Targa’ con tetto rigido rimovibile viene dal mondo degli Sport Prototipi. Dal punto di vista tecnico la sueprcar si ispira alla raffinatezza delle soluzioni ingegneristiche già adottate nelle auto da corsa anni 60. L’auto monta un motore V12 aspirato in posizione centrale-posteriore, architettura tipica delle vetture da competizione. Questa versione del propulsore termico più iconico della Casa di Maranello conta su 840 cavalli di potenza – ed è infatti il più potente sinora prodotto da Ferrari – 697 Nm di coppia e un regime massimo di 9.500 giri/min.

E infine l’auto presenta differenti elementi inediti, come i camini di estrazione sul fondo, che rendono la Ferrari Daytona SP3 la Rossa priva di appendici attive più aerodinamicamente efficiente prodotta fino a questo momento. La supercar regala al pilota uno scatto di accelerazione da 0 a 200 km/h in 7,4 secondi e da 0 a 100 in soli 2,85 secondi.

Lo stile della supercar

Come abbiamo detto, la Daytona SP3 prende ispirazione dal linguaggio stilistico delle auto da competizione degli anni 60, ma ovviamente le sue forme sono moderne e originali. La potenza plastica della vettura celebra le volumetrie degli Sport Prototipi, chiaramente reinterpretate in chiave contemporanea. Un progetto così ambizioso ha ovviamente richiesto al Chief Design Officer Flavio Manzoni e al team del Centro Stile Ferrari da lui guidato scelte stilistiche basate su una strategia ponderata in maniera molto attenta e precisa.

Esterni e interni dell’auto

L’abitacolo dal parabrezza avvolgente della Ferrari Daytona SP3 sembra una cupola incastonata in una scultura. I parafanghi, altrettanto sinuosi, emergono con decisione dalla figura ottenuta. L’equilibrio generale viene enfatizzato dall’aspetto monolitico delle volumetrie che comunicano l’abilità manifatturiera tipica della carrozzeria italiana. Quello che si prova e la sensazione di trovarsi di fronte a un oggetto dove la fluidità delle masse va a pari passo con superfici più incisive, che insieme creano un equilibrio estetico iconico, che da sempre caratterizza la storia della Casa di Maranello.

Un elemento che non si può non notare è la porta ad apertura alare che, grazie alla air box integrata, incanala l’aria verso i radiatori sulla fiancata. La superficie della porta aiuta a gestire il flusso d’aria proveniente dal vano ruota. Questo trattamento delle superfici entra in relazione con quello di macchine della Casa come la 512 S, che hanno contribuito a creare i codici della Ferrari Daytona SP3.

Ma la più significativa è la vista di tre quarti posteriore, da cui si può vedere la grande originalità della Ferrari Daytona SP3: la porta si presenta come un volume sfaccettato che genera un diedro levigato in rilievo e, assieme al potente muscolo del parafango posteriore, genera una sciancratura inedita sulla fiancata.

La parte anteriore dell’auto vede la presenza di due importanti parafanghi, suddivisi in una sezione esterna e una interna; quest’ultima si immette all’interno di un condotto d’aria sul cofano, aumentando la percezione volumetrica del parafango. La relazione tra la massa percepita della sezione esterna e la funzione aerodinamica di quella interna sottolinea il legame tra tecnica e stile che contraddistingue la supercar.

Gli interni della Ferrari Daytona SP3
Fonte: Ufficio Stampa Ferrari
L’abitacolo di lusso della Ferrari Daytona SP3

E ora uno sguardo agli interni della Ferrari Daytona SP3, che prendono anch’essi ispirazione da Ferrari quali la 330 P3/P4, la 312 P e la 350 Can-Am. Telaio altamente performante, l’auto presenta un ambiente molto ben curato e raffinato, raggiungendo comfort e ricercatezza degne di una moderna Gran Turismo, seppur con un linguaggio minimal. Degli Sport Prototipi si è mantenuta la filosofia di certi codici linguistici; un esempio? La plancia, pura e funzionale, nonostante sia pienamente moderna. I caratteristici materassini sellati che fungevano da sedili e venivano applicati al telaio degli Sport Prototipi sono stati trasformati, ottenendo sedute moderne.

Ci sono poi degli elementi esterni, come il parabrezza, che hanno influenzato positivamente l’architettura degli interni della Ferrari Daytona SP3. In vista laterale, il taglio trasversale del tetto sull’innesto del parabrezza definisce un piano verticale che suddivide l’abitacolo in due parti, separando la zona funzionale dalle sedute. Un’ architettura particolare, che si presta a una doppia caratterizzazione, spiccatamente sportiva ma comunque molto elegante.

Gli interni della Ferrari Daytona SP3 mirano a garantire a pilota e passeggero il massimo comfort, usando stilemi caratteristici di un’auto da competizione. L’idea principale del progetto è stata l’allargamento visivo dell’abitacolo attraverso la creazione di uno stacco netto tra la zona anteriore e quella delle sedute. I due sedili sono in continuità materica e prolungano i loro sellati sulle porte, ricreando la funzionalità tipica degli Sport Prototipi. Lo stesso prolungamento si può apprezzare anche a porte aperte, sui brancardi.

Ferrai, la leggenda è realtà
Fonte: Ufficio Stampa Ferrari
Ferrari Daytona SP3: il motore più potente di sempre

Il motore della Ferrari Daytona SP3

Non possiamo parlare di Ferrari senza accennare al motopropulsore. In effetti l’auto possiede il motore V12 più emozionante di sempre presente sul mercato, che è stato ricreato usando come base il propulsore della 812 Competizione – ricollocato però in posizione centrale posteriore per ottimizzarne il layout di aspirazione e scarico, e anche l’efficienza fluidodinamica. Quello che la Casa ha ottenuto è il motore F140HC, il propulsore a combustione interna più potente mai realizzato da Ferrari fino ad ora, in grado di erogare 840 cavalli di potenza e dotato anche di un’erogazione emozionante e del sound travolgente tipico dei V12 Ferrari.

Il prezzo

Il prezzo della Ferrari Daytona SP3 è quindi più alto delle altre due vetture della gamma Icona, le prime vetture saranno consegnate ai clienti entro la fine del prossimo anno. L’auto costerà 2 milioni di euro e sarà prodotta in soli 599 esemplari.