Fase 2: riaprono i concessionari auto ma servono incentivi

Dal prossimo 4 maggio inizierà una parziale riapertura delle fabbriche.

Tra i tanti settori in crisi in queste fase di emergenza sanitaria, c’è anche quello dell’automotive. Dal prossimo 4 maggio inizierà una parziale riapertura delle fabbriche, comprese quelle automobilistiche, e delle concessionarie.

Nello specifico, il decreto prevede che nelle Fase 2 riaprano le industrie manufatturiere (e il settore auto rientra tra queste) e il cosiddetto “commercio all’ingrosso e dettaglio” che include al suo interno anche le concessionarie, data la presenza della voce “riparazione di autoveicoli e motocicli”.

La loro riapertura rimetterà in moto un settore che ha subito più di altri le conseguenze della pandemia: a marzo e aprile le immatricolazioni di nuove auto sono diminuite di quasi il 90%.

Non solo un danno per chi lavora, circa 1500 concessionari, ma anche per lo Stato. Le imprese di vendita e assistenza di autovetture, veicoli commerciali, industriali e autobus, operanti in Italia sulla base di un mandato delle case automobilistiche, sono un aggregato economico e sociale che sviluppa 50 miliardi di fatturato, con un peso sul PIL nazionale del 3%, che dà lavoro ad oltre 120.000 famiglie in Italia.

Per renderci conti dei numeri i concessionari hanno uno stock di almeno 350.000 auto. In vista della ripartenza la proposta sarebbe quella di aiutare a smaltire questa enorme quantità di auto con un intervento statale tramite incentivi anche perché l’acquisto dell’auto non sarà certo il primo pensiero di acquisto di molti italiani.

Federauto ha già lanciato il grido d’allarme e i prossimi mesi saranno decisivi per la sopravvivenza del settore.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Fase 2: riaprono i concessionari auto ma servono incentivi