Coronavirus, a rischio il futuro delle auto elettriche?

Prima dell’emergenza eravamo in piena transizione verso la mobilità elettrica, cosa succederà

Siamo in piena emergenza a causa dell’epidemia di Coronavirus che continua a mettere in ginocchio la sanità globale e di conseguenza anche l’economia. Abbiamo visto infatti quante attività sono chiuse al pubblico ormai da fine febbraio e la crisi che sta colpendo il settore auto, definita praticamente senza precedenti.

Prima di questa situazione si parlava spesso di mobilità del futuro e di auto elettriche, ora il dubbio è che il passaggio a zero emissioni si arresterà o rallenterà molto. O almeno questo è ciò che sostengono gli esperti di Deloitte in un’analisi sull’impatto del Coronavirus sul settore auto. In generale per il 2020 si prevede un grosso crollo della produzione di veicoli leggeri che interesserà tutte le aree, dal Nord America all’Europa.

“Lo shock esogeno che ha colpito il comparto con un contemporaneo crollo della domanda di mercato e della produzione industriale”, inciderà sulla trasformazione del settore, secondo Deloitte bisognerà rispondere con uno slittamento dei target attuali di riduzione delle emissioni di CO2, in modo da riuscire a favorire il rilancio del settore auto, avevamo già parlato (a questo proposito) di cosa pensano serva per riprendersi da questa crisi le principali associazioni come Unrae, Federauto e Anfia.

Deloitte sostiene: “Nel medio-lungo periodo la transizione verso la mobilità elettrica non è in discussione, anche alla luce degli investimenti in innovazione realizzati dai car maker e dalle istituzioni, ma è ragionevole attendersi nei Paesi occidentali un rallentamento della crescita del comparto nel breve termine, frenando il vantaggio accumulato dal comparto delle ricaricabili in Europa nell’ultimo trimestre del 2019”.

Tutto sarà rallentato anche a causa del blocco degli stabilimenti in Cina nel periodo dell’emergenza sanitaria. “Il principale produttore di batterie al mondo, con una quota superiore 50%, è stato fermo e avrà significative ripercussioni sulla filiera internazionale, con un aumento dell’incertezza sulle tempistiche di trasformazione del settore e sulle stime per il 2020”.

Giorgio Barbieri, Partner Deloitte e responsabile italiano per il settore Automotive, sottolinea che però sul trend incideranno anche altre due componenti: “La frenata degli investimenti, innescata dalla contrazione dei margini di profitto e dalla crisi di liquidità delle imprese, e il possibile slittamento del lancio di nuovi modelli elettrici, per il rinvio dei principali Saloni internazionali”.

Per rilanciare il mercato dopo questa crisi senza precedenti, la tesi dice che serviranno auto più popolari, con tipologie di motorizzazione tradizionali e prezzi accessibili. Nel contesto difficile in cui oggi stanno vivendo le Case auto, sicuramente penalizzare i modelli diesel o a benzina non ha senso e anzi porterebbe altri danni. Per questo potrebbe slittare il passaggio definitivo verso la mobilità elettrica e tra le soluzioni si potrebbero anche rimandare i vari interventi di sostegno alla rottamazione dei veicoli più inquinanti con incentivi statali, misure che invece i produttori chiedono con urgenza.

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