Come combattere le allergie in auto

Basta uno starnuto, che fa chiudere gli occhi per qualche istante, per mettere in pericolo la sicurezza stradale. Piccoli accorgimenti possono evitarlo ed aiutarti a stare bene

Non può certo consolare che 9 milioni di italiani soffrono di patologie allergiche, né che con la pioggia di fine maggio le allergie siano “silenti”: si scateneranno un po’ più in là coi primi veri caldi. Ecco perché chi guida deve prestare particolare attenzione al problema: al di là del fastidioso prurito al naso e della rinite, ricordate che starnutire fa chiudere gli occhi per 2 secondi e questo, se si viaggia a 80 km/h, significa percorrere circa 40 metri al buio. Una cecità improvvisa, imprevista, che è nulla se si va in una strada “deserta”, ma che diventa un guaio se si sta facendo un sorpasso delicato, o una manovra che richieda la massima concentrazione. Va anche considerato che, ormai, le allergie non sono esclusivamente primaverili. Anche a causa dello smog che soffoca le nostre metropoli, con le polveri sottili che irritano le vie aeree in continuazione.

Per non parlare degli ambienti dove c’è fumo di sigaretta, vero killer dell’allergico. Un iperreattivo che producono anticorpi quando la proteina antigenica viene in contatto con i corpi estranei: i pollini, di per sé innocui. Negli ultimi decenni, per via dell’inquinamento, il fenomeno ha visto una rilevanza epidemiologica esponenziale: da un 15% di allergici in Italia nel 1995 a un 26% di oggi. Con asma, congintiviti, starnuti, prurito e occlusione nasale, difficoltà respiratorie.

Così, una raffica di starnuti ci costringe a chiudere gli occhi per qualche istante, o a cercare un fazzoletto: distrazioni che possono essere fatali. I suggerimenti. Primo, un esame da uno specialista che individui i nemici. Secondo, farmaci specifici, da usare con estrema cautela (anche se quelli moderni non dovrebbero, stando al foglietto illustrativo, portare sonnolenza). Terzo, pulire bene gli interni dell’auto: le polveri dello smog che invadono l’abitacolo e gli acari, nonché gli stessi pollini, vanno eliminati. Alla larga anche da cani e gatti in auto: il soggetto si allergizza ai derivati epiteliali dell’ìanimale, cellule di sfaldamento che residuano nella cute. Quarto, cambiare periodicamente i filtri antipolline dell’auto, e ricordarsi di farlo soprattutto in questo periodo.

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