I metodi per caricare la batteria dell’auto

Come caricare la batteria dell'auto: ecco tutte le opzioni per effettuare la ricarica.

La batteria della macchina è uno dei componenti più importanti all’interno del veicolo, infatti è un dispositivo essenziale per far partire l’auto, senza il quale è impossibile avviare il motore. Per questo motivo è fondamentale mantenerla in perfetto stato, per evitare che si scarichi rischiando di rimanere a piedi, attrezzandosi per intervenire in caso di emergenza.

Ad ogni modo esistono diversi metodi per caricare la batteria dell’auto, dall’uso dei cavetti fino alla classica spinta, oppure utilizzando dispositivi moderni come i caricabatterie fissi e i modelli portatili. Vediamo tutte le opzioni per ricaricare la batteria scarica della macchina, per capire come ripristinarne la capacità senza rovinare questo componente dell’auto.

Batteria auto scarica: come ricaricarla con i cavi

Quando la vettura non vuole partire, una delle soluzioni più efficaci consiste nel caricare la batteria dell’auto con i cavi, un procedimento abbastanza semplice che richiede però la presenza di un altro veicolo. In base alla situazione la scelta della seconda vettura è del tutto arbitraria, ad esempio se si rimane fermi per strada e bisogna accontentarsi del primo automobilista che decide di prestare aiuto.

In caso contrario, se invece si chiama qualcuno, è opportuno preferire un veicolo dotato di una batteria con una capacità uguale o superiore a quella della propria auto. Se la batteria, infatti, è soltanto leggermente scarica basterà appena collegare i cavetti per farla ripartire, altrimenti servirà maggiore spunto, oppure una potenza adeguata per ricaricarla per alcuni minuti.

Per realizzare questa operazione bisogna innanzitutto avere i cavi per la batteria, uno degli accessori fondamentali da tenere sempre a bordo per sicurezza. Dopodiché è necessario posizionare l’altra macchina vicino a quella da ricaricare, lasciandola con il cofano aperto e il motore accesso, ma spegnendo tutti i dispositivi e i sistemi di bordo per avere a disposizione tutta la capacità della batteria.

A questo punto bisogna collegare le due batterie con i cavetti, rispettando il colore rosso per la connessione ai poli positivi “+” e quello nero per i poli negativi “-“. Per evitare la classica scintilla, il collegamento del polo negativo alla batteria dell’auto scarica può essere effettuato su un qualsiasi punto del telaio, purché si tratti di una zona metallica. Infine non rimane che aspettare qualche istante, per poi provare ad accendere la macchina.

Come ricaricare una batteria molto scarica con i cavi

Di norma, se la batteria è poco scarica, ad esempio perché si sono lasciati i fari accessi, bisogna appena collegarla con una batteria carica per riuscire ad avviare il motore. In altri casi, invece, se l’operazione fallisce potrebbe essere necessario lasciare la batteria in carica per alcuni minuti, in genere mantenendo questa disposizione per un massimo di circa 10 minuti, evitando di andare oltre poiché non serve a granché e si rischia appena di inquinare l’ambiente e sprecare carburante.

Se la batteria dell’auto è molto scarica dopo 10 minuti si dovrebbe caricare a sufficienza, quindi è possibile tentare ad accendere la vettura, altrimenti vuol dire che la batteria è da cambiare. Nel primo caso basta scollegare i cavi dalle rispettive batterie, ricordandosi di sganciare prima i poli negativi e in seguito quelli positivi, prestando attenzione alla possibilità che possa verificarsi una piccola scintilla nel momento in cui si staccano i cavi.

Se la macchina non riparte è possibile tentare con una batteria più potente, in grado di fornire maggiore spunto, ad ogni modo è molto probabile che il dispositivo sia ormai arrivato a fine vita e quindi sia necessario procedere con la sostituzione. In questo caso non rimane che attivare il soccorso stradale, per ricevere assistenza sul posto oppure far trainare la vettura fino all’officina più vicina. In alternativa è possibile chiamare un amico o un parente per cambiare la batteria da soli, qualora si disponga degli attrezzi e delle competenze necessarie.

Come caricare la batteria della macchina a spinta

L’accensione a spinta è un vecchio metodo per ricaricare la batteria scarica dell’auto, un’operazione utilizzata in passato per i vecchi modelli, ma oggi piuttosto difficile da realizzare e non sempre applicabile. Innanzitutto le macchine moderne sono molto più pesanti rispetto a quelle di una volta, inoltre si potrebbero danneggiare alcuni componenti come il catalizzatore, senza contare la necessità della presenza di almeno due o tre persone.

Da non sottovalutare è il problema della sicurezza, infatti questa procedura deve essere realizzata soltanto in zone particolari, ad esempio all’interno di un parcheggio, mentre tentare l’accensione a spinta con l’auto ferma sulla corsia di emergenza è senza dubbio estremamente pericoloso. Ad ogni modo, per procedere bisogna innestare la seconda marcia, levare il freno a mano e accendere il quadro, perciò dopo che la vettura prende velocità grazie alla spinta è possibile lasciare la frizione, dare gas e cercare di accendere il motore.

La velocità minima per far partire la macchina a spinta è di almeno 10-15 Km/h, dunque è consigliabile se possibile mettere la vettura su un tratto in leggera discesa, in questo modo l’operazione sarà senz’altro più agevole e meno faticosa. Usando la seconda marcia si evitano invece danni alla frizione e al cambio, mentre è fondamentale non far spegnere l’auto se si mette in moto, gestendo con attenzione il rilascio del pedale della frizione e quello dell’acceleratore.

Caricabatterie auto: come funziona e in che modo usarlo

Al giorno d’oggi è possibile acquistare degli apparecchi per la carica della batteria dell’auto, dispositivi utili da comprare che consentono di ottenere lo spunto che serve senza la necessità di un altro veicolo. Sul mercato si possono trovare diversi prodotti tra cui scegliere, dai modelli più grandi e potenti da tenere in garage, fino a quelli portatili da avere sempre con sé nel bagagliaio, utilizzandoli in caso di emergenza ad esempio se l’auto si ferma di notte o in un luogo isolato.

Il funzionamento del caricabatterie per auto è molto semplice, infatti basta appena collegare i due cavetti ai poli della batteria, rispettando le indicazioni sul positivo e negativo, per poi accendere lo strumento e aspettare che carichi la batteria. Alcuni device offrono delle funzioni avanzate, ad esempio come un display che indica lo stato di carica, oppure sistemi di sicurezza che avvertono in caso di inversione accidentale dei poli.

In base al modello il caricabatterie per la macchina può essere indipendente, quindi un’unità che consente di caricare la batteria autonoma, altrimenti bisogna collegare il dispositivo a una normale presa, per convertire la corrente alternata in continua e ricaricare la batteria della vettura. Questi apparecchi sono utili da tenere in garage, soprattutto per chi non utilizza l’auto per lunghi periodi, conosciuti anche come mantenitori di carica.

Caricabatteria per auto portatile: come funziona

Un dispositivo evoluto molto importante è il caricabatterie portatile per auto, un apparecchio di emergenza da usare anche quando non è disponibile una presa di corrente nelle immediate vicinanze. In questo caso il device contiene una piccola batteria al suo interno, di norma un modello agli ioni di litio, capace di fornire lo spunto iniziale per l’accensione del motore della macchina.

L’impiego è lo stesso del sistema tradizionale, con il collegamento del caricabatterie tramite i due cavetti ai poli negativo e positivo della batteria del veicolo, quindi non resta che attendere alcuni istanti e provare a mettere in moto la vettura. Ovviamente è importante acquistare un prodotto di buona qualità, con una capacità in linea con quella della batteria della propria macchina, in questo modo se l’auto non parte è possibile tentare ad accenderla da soli.

Come caricare batteria start e stop

Alcuni modelli di auto sono equipaggiati con dei sistemi conosciuti come start&stop, attraverso i quali il motore viene spento quando non necessario per ottimizzare i consumi e ridurre le emissioni inquinanti, ad esempio durante le soste al semaforo o per le code nel traffico. In questo caso non cambia nulla, quindi per la ricarica della batteria start e stop si possono seguire gli stessi procedimenti indicati per le auto tradizionali.

Quanto tempo per caricare la batteria dell’auto?

Quando si fa ripartire l’auto con la batteria scarica bisogna mantenere la macchina accesa, con un tempo variabile che dipende da alcuni fattori, tra cui il livello di carica della batteria e il metodo usato per la sua riattivazione. Usando l’accensione a spinta è opportuno mantenere il motore in funzione per almeno 30-40 minuti, in questo modo si garantisce un tempo sufficiente per la ricarica della batteria, per spegnere in sicurezza l’auto assicurandosi che possa ripartire in seguito.

Se invece si carica la batteria con i cavi potrebbero bastare appena 10 minuti, in quanto parte della carica sarà già stata ottenuta tramite il collegamento tra i due veicoli. In ogni caso, più la vettura rimane accesa maggiore sarà la capacità acquisita dalla batteria, in quanto mentre si guida il propulsore la ricarica. Tuttavia, per evitare qualsiasi problema, è consigliabile far ispezionare la batteria presso un’officina specializzata, per capire se è in perfetto stato oppure se presenta un difetto e va cambiata o sistemata.

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