Troppi gli incidenti causati da colpi di sonno, Jaguar ha la soluzione

La casa costruttrice britannica ha ideato un sistema che analizza la guida di chi è al volante per capire se è troppo stanco

Un “killer silenzioso”, capace di colpire quando meno ci si aspetti. Il colpo di sonno al volante è il “peggior nemico” di chi guida per ore e ore, ma anche di chi utilizza la propria auto per spostamenti “saltuari”.

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Automobil Club Italia, nel nostro Paese 1 incidente su 5 (il 22% a voler essere precisi) è causato da eccessiva stanchezza o sonnolenza, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. Dormire per meno di 5 ore al giorno, infatti, aumenta di 4,5 volte le possibilità di restare coinvolti (o causare) un incidente stradale. Addirittura, non dormire per 24 ore induce a commettere errori al volante come se si fosse ubriachi, con un livello di alcol di 1 grammo per litro di sangue.

Insomma, mettersi alla guida mentre si è particolarmente stanchi o si è dormito poco rappresenta un pericolo non solo per noi stessi, ma anche per chi è in auto con noi e per tutti gli altri automobilisti. Proprio per evitare situazioni di questo genere, gli ingegneri e sviluppatori di Jaguar hanno messo a punto un sistema in grado di riconoscere i sintomi della sonnolenza e avvisare il guidatore, invitandolo a fermarsi.

Il sistema, chiamato Driver Condition Monitor, riceve e analizza migliaia di input provenienti dai sensori presenti nell’abitacolo. Partendo dalla postura mentre si guida, dalla forza sui pedali e sul volante e altre migliaia di segnali apparentemente impercepibili, il Driver Condition Monitor avvisa chi si trova alla guida di eventuali problemi mostrando una tazza di caffé sulla console dei comandi. In questo modo chi si trova alla guida capisce che è arrivato il momento per una sosta, onde evitare guai peggiori.

Il Driver Condition Monitor è disponibile di serie sulla E-PACE e tutte le altre vetture Jaguar.

E se non si ha una Jaguar, cosa si può fare? Semplice: saper riconoscere i sintomi dell’eccessiva stanchezza e della sonnolenza ed evitare così di mettersi al volante (o fermarsi per una sosta rigenerante). Se, ad esempio, si avverte bruciore agli occhi, si continuano a sbattere le palpebre, se si hanno difficoltà a tenere dritta la testa e si compiono sforzi crescenti per mantenere una traiettoria costante, con frequenti sbandamenti tra la linea della carreggiata e il guardrail, è segno che è arrivato il momento di accostare o fermarsi in un’area di sosta ed evitare, così, di mettere in pericolo la nostra vita e quella degli altri.

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