Climatizzatore in auto: fa bene alla salute di chi viaggia? Di’ la tua

In estate il climatizzatore è fonte di benessere per chi si sposta in auto, ma non tutti sono convinti che sia realmente salutare per via degli sbalzi di temperatura

Il sole comincia a picchiare come si deve sullo Stivale, e così per chi viaggia lungo il Belpaese il climatizzatore diventa un alleato prezioso. Perché dà un benessere straordinario al guidatore e ai passeggeri. Se per questi ultimi il “clima” è fondamentale ai fini di uno spostamento nel comfort, per il conducente ci sono anche riflessi positivi a livello di sicurezza stradale: la mente resta fresca, in ogni senso, e chi è al volante è più pronto in ogni situazione. Sia ad affrontare le code sia a reagire in caso di improvviso ostacolo sulla strada.

Se i climatizzatori domestici usano il processo della pompa di calore (ovvero l’inversione, mediante opportuni meccanismi, del ciclo di funzionamento), i climatizzatori automobilistici sono molto più semplici e – grosso modo – accoppiano un condizionatore con un comune riscaldatore.

Quest’ultimo è costituito da un ulteriore scambiatore di calore, questa volta costituito da una diramazione regolata da un rubinetto del circuito di raffreddamento del motore (ormai universalmente a liquido). Il liquido di raffreddamento, riscaldato dal motore, passa attraverso questo piccolo radiatore e riscalda l’aria diretta all’abitacolo.

In estate, è bene tenere all’interno impostata una temperatura di massimo 6 °C inferiore rispetto all’esterno; mai investire direttamente le parti del corpo con il flusso gelido dell’aria. Per raffreddare rapidamente la nostra auto, è importante facilitare l’uscita dell’aria calda contenuta all’interno. Quindi accendiamo il climatizzatore alla temperatura desiderata e contestualmente abbassiamo i finestrini. In questo modo, il “clima” porta solo benessere.

Ma c’è anche una seconda teoria, in base alla quale il “clima” fa male. Per via degli sbalzi di temperatura fra l’abitacolo e l’esterno anzitutto. Inoltre, si respira peggio, perché i filtri si sporcano subito. E per quanto puliti, comunque entra nella macchina tantissima “porcheria” dall’esterno che viene filtrata male.

Senza considerare che rende la gola secca. Ma il “clima”, secondo i detrattori, causa anche raffreddori e i mal di gola estivi, più mal di testa, irritazioni cutanee, congiuntiviti, allergie. Uno studio francese pubblicato sull’International Journal of Epidemiology, ha mostrato come lavorare in un palazzo con aria condizionata centralizzata esponga due volte e mezzo di più a sintomi respiratori e affaticamento rispetto a quanto può accadere a chi lavora in ambienti con ventilazione naturale.

Per analogia, questo può accadere anche in auto. Non ultimo, il freddo causa  la costrizione dei bronchi, quindi sono a rischio gli asmatici o le persone che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva: massima cautela.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

MOTORI Climatizzatore in auto: fa bene alla salute di chi viaggia? Di’ ...