Bentley e Lamborghini a rischio furto per colpa degli hacker

Alcuni scienziati avrebbero scoperto l'algoritmo che permette il riconoscimento della chiave di avviamento di molte vetture di lusso del gruppo Volkswagen, ma un giudice inglese ne ha impedito la pubblicazione

Un gruppo di scienziati inglesi dell’University of Birmingham, nel prossimo agosto, avrebbe dovuto pubblicare un algoritmo denominato "Megamos Crtypto". Cos’ha a che fare questo argomento con il mondo dell’auto?

Semplicemente, si tratta dell’operazione di calcolo che permette di associare la chiave di avviamento ad un certo numero di auto di lusso del gruppo Volkswagen, tra cui Bentley, Porsche, Lamborghini e Audi.

L’algoritmo è stato identificato, con un’operazione da hacker, da parte di un lettore in scienze informatiche, Flavio Garcia, e di due colleghi olandesi; il codice doveva essere rivelato e quindi pubblicato in occasione di un convegno sulla sicurezza informatica a Washington, ma un giudice inglese ha imposto agli scienziati un’ingiunzione, e la formula non sarà resa pubblica.

Il gruppo Volkswagen ha proposto la pubblicazione di una versione ridotta, priva dei codici, ma i ricercatori a questo punto hanno rifiutato. Chi ha ragione?

Da un lato c’è la posizione di Volkswagen, che ritiene che la pubblicazione di un codice simile, nelle mani di ladri dall’esperienza avanzata, può essere una via abbastanza semplice per facilitare numerosi i furti delle loro automobili di lusso; questa è stata la linea presa dal giudice inglese, che ha fermato la pubblicazione.

Dall’altra parte c’è la posizione scientifica: gli informatici hanno realizzato prove di sicurezza su vari dispositivi elettronici, non solo automobilistici, per verificare sia il livello di efficienza, sia la presenza di eventuali falle; a loro parere, il pubblico ha il diritto di sapere se in qualcosa che ritengono "sicuro" c’è invece una forte possibilità di manomissione, e non è corretto che l’industria e i ladri lo sappiano, e gli acquirenti ne siano all’oscuro.

Insomma: l’obiettivo della pubblicazione sarebbe nobile, e non uno stimolo per un maggior furto di automobili. Però, in teoria, l’algoritmo "rubato" a Volkswagen messo a disposizione in un articolo pubblico, permetterebbe ai ladri che ancora non erano riusciti ad interpretarlo di portare a termine un eventuale furto.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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