Auto elettriche, i prezzi sono un limite: si teme l’avanzata cinese

Uno studio evidenza la progressione del mercato elettrico cinese sempre più marcata rispetto a quello occidentale

Secondo il rapporto “EVs – A pricing challenge” non sono solo le limitazioni, gli incentivi e le reti di ricarica ad impattare sulla diffusione delle auto elettriche, ma anche i prezzi dei modelli stessi. Lo studio pubblicato da Jato Dynamics, fornitore di dati per analisi e trend di mercato, ha riguardato la Cina, l’Europa e gli Stati Uniti e ha evidenziato che non si sta lavorando abbastanza per produrre vetture elettriche a prezzi accessibili.

Mentre in Cina il più grande mercato di auto elettriche ha ridotto i prezzi del 47% dal 2011, gli acquirenti europei e statunitensi hanno visto un aumento del 28% e del 38%. In Cina infatti, l’atteggiamento del Governo è stato quello di incentivare il mercato interno: in questo modo i clienti cinesi possono permettersi di comprare un modello elettrico di base a partire da soli 3.700 euro.

Un comportamento totalmente diverso è stato registrato nei Paesi occidentali. Nello specifico, negli USA il prezzo medio di un’auto elettrica è cresciuto repentinamente ed ora ha raggiunto i 36.200 euro. Contesto ancora peggiore in Europa dove i veicoli elettrici costano il 50% in più rispetto alle auto a combustione interna, solo la Norvegia si salva in quanto la tassazione sulle termiche è più forte.

Fino ad oggi, le agevolazioni date dal Governo hanno sostenuto l’industria automobilistica per colmare la differenza di prezzo ma la situazione è destinata a cambiare. Come in Cina, dove gli incentivi saranno gradualmente tolti, mentre in occidente si continuerà a seguire questo modello per incrementare le vendite. Infatti negli USA tali iniziative hanno aiutato il mercato delle vetture premium ma non gli acquirenti a basso reddito, in quanto le offerte non sono ancora davvero convenienti. Infine, le decisioni del Senato americano vogliono limitare gli aiuti sulle auto al di sotto dei 40 mila dollari.

La domanda che si pongono gli interessati è vedere se la diminuzione dei sostegni incoraggerà i costruttori occidentali ad intervenire o se rimarranno alla rincorsa dei cinesi, ormai esperti sui modelli di fascia bassa e medio bassa. Dato che la priorità è ancora la risoluzione della crisi climatica, nel prossimo futuro è probabile che i Paesi occidentali propongano delle offerte davvero convenienti per l’acquisto dell’elettrico (e da inizio agosto in Italia sono ripartiti gli incentivi) e per far sì che questo diventi la regola e non l’eccezione, altrimenti il pericolo sarà perdere il mercato interno a vantaggio della concorrenza cinese.

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