Auto elettrica, meno posti di lavoro: serve una soluzione

Il passaggio alla mobilità elettrica ha un impatto sui posti di lavoro nell'industria tradizionale

Le auto elettriche segnano un grande passo in avanti per quanto riguarda la lotta all’inquinamento ma al tempo stesso rischiano di ridurre i posti di lavoro nell’industria tradizionale.

Il seminario intitolato ‘Mobilità sostenibile al Lavoro. Occupazione e produzione industriale per la mobilità del futuro’, organizzato dalla Fiom Piemonte presso l’Energy Center del Politecnico con Sbilanciamoci, la rete di 49 associazioni ambientaliste, ha affrontato in maniera molto dettagliata il tema relativo all’occupazione, portando avanti il primo esperimento di alleanza tra sindacato metalmeccanico e società civile.

L’evento ha portato ambientalisti, rappresentanti del mondo del lavoro, istituzioni, esperti e rappresentanti politici e delle imprese a confrontarsi sul futuro della mobilità sostenibile e sul suo impatto sul mondo del lavoro, della produzione e delle imprese. Il passaggio alla produzione di auto elettriche rischia di ridurre i posti di lavoro in Italia di circa il 30%: un dato che porta il Paese a dover trovare dei nuovi modelli di sviluppo per affrontare un cambiamento di tale portata.

Con la domanda di auto a emissioni zero in continua crescita ci sarà meno occupazione. L’idea di mobilità, in continua evoluzione, sta cambiando ancora. Nel corso del seminario, il presidente di Sbilanciamoci, Giulio Marcon, ha indicato la via da percorrere per arginare il problema: “Da prodotto, l’automobile diventa sempre più un servizio. A creare dei nuovi posti di lavoro può essere la rivoluzione digitale – ha dichiarato Marcon –  Bisogna lavorare in questo senso, andando a sviluppare la produzione in ambiti nuovi come quello delle batterie“.

Stando ai numeri dello studio portato avanti da Bosch e affrontato nel seminario ‘Mobilità sostenibile al lavoro. Occupazione e produzione industriale per la mobilità del futuro’, il passaggio dalla produzione del motore diesel a quello a benzina porta ad una riduzione da 10 a 3 occupanti. I numeri sono ancora più drastici nel caso del passaggio al motore elettrico, con gli occupanti che scenderanno da 10 a 1.

Per capire meglio il fenomeno arriva in aiuto anche l’analisi condotta da Volkswagen. Secondo uno studio dettagliato portato avanti dalla Casa tedesca, si stima che per realizzare un’auto elettrica le ore di lavoro verranno ridotte del 30%. In Germania si prevede una perdita di 410 mila posti di lavoro sui 2,8 milioni attuali fra costruttori e produttori.

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