Auto a km zero: sono un vero affare?

Mai generalizzare: di solito, le auto a km 0 sono valide offerte. Ma talvolta qualche venditore furbetto vuole piazzare la fregatura

Digiti ”auto km 0 in Google ed escono addirittura 34 milioni di risultati. Segno evidente che questa formula di acquisto della macchina è molto ricercata. Ma di che si tratta, per la precisione? Una km 0 è un’auto che è già stata immatricolata e targata dal concessionario, senza mai aver circolato su strada.

Specie verso fine anno, i concessionari – per ottenere il premio vendite del Costruttore – acquistano e fanno immatricolare più vetture di quante debbano venderne. Tutto lecito: così vengono smerciate a minor prezzo. in teoria dovrebbero avere dagli 0 ai 100 km massimo.

Veniamo al sodo. Le km 0 sono un affare? Premesso che è facile fare progetti se si hanno tanti soldi, e che per comprare una bella macchina, basta staccare un assegno consistente in una concessionaria d’un marchio premium; per chi non ha questa fortuna l’auto a km 0 è quasi sempre un acquisto valido. Con ribassi anche del 25% rispetto allo stesso identico modello nuovo. E infatti una vettura su 10 viene venduta con la formula del chilometro zero.

Va tuttavia subito detto che, al momento dell’acquisto, non potrai scegliere il colore dell’auto né gli optional. Secondo: chi compra una km 0, tecnicamente avrà un usato: è il secondo proprietario del mezzo (intestato precedentemente alla concessionaria).

Se e quando dovrà rivenderla, ci sarà una diminuzione del valore effettivo del mezzo. La garanzia della km 0 è più limitata rispetto al nuovo: decorre a partire dalla prima immatricolazione; comunque, il venditore è tenuto a fornire una garanzia di almeno un anno, anche se è scaduta quella della Casa.

E ora occhio al bidone, perché le mele marce esistono in qualsiasi categoria. Anzitutto, le vetture presenti da molto tempo sui piazzali delle concessionarie potrebbero essere state esposte a pioggia e neve, per non parlare della polvere. Massima attenzione a eventuali difetti a carrozzeria, gomme, guarnizioni che non vengono segnalati dal venditore.

Capitolo a parte per le km 0 di provenienza estera. Molto difficile, se non impossibile, scovare il bidone, in quanto le leggi italiane non si sono adeguate rapidamente alle norme dell’Unione europea, che lasciano spazio ai furbetti. Il rischio?

È l’evasione dell’Iva. Vi trovereste in mano un “oggetto” su cui non è stata pagata l’Iva con un carosello fiscale. È vero che, da fine 2007, la legge obbliga il venditore a versare l’Iva prima dell’immatricolazione e la Motorizzazione) rilascia la carta di circolazione solo se il pagamento è stato effettuato. Pur tuttavia, le strade per aggirare le regole ci sono eccome.

Fonte: Ufficio Stampa

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