Audi quattro, una grande storia di trazione integrale. Foto-racconto

Dal genio di Ferdinand Piëch alle grandi vittorie nei rally di Mikkola

La Audi Sport quattro concept tra poco diventerà realtà, ma qual è la storia che ha dato origine al brand “quattro”? Tutto iniziò negli anni ’70 quando Ferdinand Piëch, responsabile del settore sviluppo di Audi, puntò sullo slogan “il progresso attraverso la tecnica” per ridare splendore all’Auto Union della Daimler, comprata da Volkswagen.

Piëch e Jörg Bensinger intuirono le potenzialità della trazione integrale durante alcuni test compiuti sulla Volkswagen Iltis dove a stupire fu la tenuta di strada. Walter Treser, capo del settore sviluppo, basò il progetto su un’Audi 80 a due porte, l’A1, a cui venne applicata la trasmissione dell’Iltis con minime modifiche. Nel settembre del ’77 il progetto venne approvato con la sigla EA 262, ma il futuro commerciale dipendeva solo da Volkswagen.

L’ultima parola sulla “soluzione integrale” la ebbe la moglie di Ernst Fiala, il direttore sviluppo della Volkswagen, a cui l’auto venne lasciata per un fine settimana. Il marito approvò il progetto con l’obbligo di inserire un differenziale centrale, il famoso albero di trasmissione secondario cavo che creava un sistema integrale leggero e ad alto rendimento, e il presidente Schmücker decise così di investire 3 milioni di marchi per proseguirne lo sviluppo.

Insieme alla meccanica si sviluppò il design con la coupé 5 posti dalle linee tese di Hartmut Warkuss, dall’aspetto aggressivo e non proprio adatta al centro città. A mancare, però, è ancora il nome. A convincere fu quello di Treser che arrivò presto a “quattro”, parola italiana che aveva il pregio di rimandare alla trazione integrale.
La consacrazione nei rally arriva nel 1982. 12 gare e 7 successi le valgono il mondiale costruttori, mentre quello piloti arrivò nel 1983 grazie al finlandese Mikkola.

Le affermazioni nelle corse spinsero le vendite della versione stradale, un modello che si fece apprezzare per le straordinarie doti di tenuta di strada e per la qualità del 5 cilindri turbo. A creare scompiglio tra gli appassionati fu il debutto nel 1984 della Sport quattro, detta la “Corta” per il passo di appena 220 cm.; mentre nel 1985 ci fu un restyling che smussò gli spigoli della carrozzeria e offrì alcune novità nell’abitacolo. L’ultima evoluzione è del 1989 quando venne introdotta una testata a quattro valvole che incrementava la potenza a 220 CV e la velocità a 230 km/h.

(a cura di OmniAuto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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