Alfa Romeo 6C ‘Villa d’Este’, la storia dell’auto più elegante

Linee uniche e una classe mai vista prima, la dimostrazione del saper fare auto e dell'artigianato italiano

Nella primavera del 1949, quando la 6C 2500 carrozzata da Touring sfila sulla passerella di Cernobbio, è chiaro a tutti chi vincerà la Coppa d’Oro. L’unicità e la classe delle sue linee sono tali che viene naturale conferirle il nome del Concorso d’Eleganza più importante del mondo.

Ma la 6C 2500 Villa d’Este non è solo una vetta di bellezza stilistica, è al tempo stesso un punto di arrivo del modo artigianale di fare auto e il punto di svolta che annuncia un’organizzazione produttiva più moderna. Quando nel 1939 nasce la 6C 2500, sono già sei anni che alla guida del Portello c’è l’ingegner Ugo Gobbato, che arriva in fabbrica e attua una vera e propria sintesi tra le esigenze di un moderno sistema industriale e la tradizione di precisione artigianale che ha distinto l’azienda fino a quel momento. Attua quella che viene definita una “razionalità produttiva non di serie”, che si concretizza nell’inserimento di una leva di giovani ingegneri. Con loro entrano in fabbrica nuove norme e regole moderne.

La 6C 2500 viene definita come l’evoluzione diretta delle 6C 2300 e 2300 B che l’hanno preceduta, da cui eredita alcune importanti novità tecniche, come le sospensioni posteriori a barre di torsione con ammortizzatori telescopici, e i freni non più meccanici ma idraulici. Le prestazioni diventano più brillanti, si sale a una potenza di 110 cavalli della Super Sport, in grado di viaggiare a 170 km/h. L’auto debutta nelle corse vincendo la Tobruk-Tripoli del 1939 con una carrozzeria “ad ala spessa”, che integra i paraurti nella scocca.

alfa romeo villa d'este

Fonte: Ufficio Stampa FCA

La produzione si avvia con le versioni Turismo da cinque o sette posti, Sport e Super Sport con passo corto. Nonostante il prezzo, dalle 62 alle 96 mila lire, il mercato accoglie l’auto in maniera più che positiva. È un grande successo di fatturato. Il modello Alfa Romeo 6C 2500 SS “Villa d’Este” è uno degli ultimi della Casa a essere realizzato con telaio portante separato dalla carrozzeria. Questa variante viene prodotta in soli 36 esemplari, uno diverso dall’altro, a seconda dei desideri dei clienti e dell’estro dei carrozzieri.

Bianchi Anderloni introduce importanti modifiche, partendo dalla 6C 2500 SS Coupé, tra cui il frontale ridisegnato, i quattro fari meglio integrati nella carrozzeria, compaiono due prese di raffreddamento allungate sovrapposte. I parafanghi sono integrati nella fiancata, ma ben evidenti. Il parabrezza è sdoppiato e inclinato. Il retro è molto basso e pronunciato e spiccano due piccoli ma molto eleganti fanali rotondi. L’auto rappresenta un vero capolavoro dell’arte automobilistica del ventesimo secolo. Nell’edizione del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este del 1949 il gioiello del Biscione si aggiudica il “Gran Premio Referendum” (attribuito dal pubblico), da quel momento fa suo per sempre il nome dell’evento che la consacra.

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