Alain Prost, tutte le sfide del professore della Formula 1

Quattro Mondiali e 51 vittorie, Alain Prost era uno stratega nato con il volante tra le mani

Un talento meccanico e tattico, questo era Alain Prost. Un maestro nella gestione delle gare, nella capacità di sfruttare al massimo la sua monoposto.

Chiamato il “Professore” per la sue capacità strategiche dentro e fuori la pista, ma anche per la sua pignoleria e l’approccio razionale alle gare, Prost ha in bacheca quattro Mondiali (1985-1986-1989-1993), 51 vittorie e 106 podi in 202 Gran Premi. Un campione a tutto tondo che non ha mai dato spazio allo spettacolo, ai sorpassi azzardati o ai duelli testa a testa con i tanti rivali avuti nella sua carriera.

Alain Prost era un classico gestore, un pilota in grado di capire in anticipo i momenti più importanti di una corsa. Qualità che non gli hanno permesso di entrare nel cuore dei tifosi e degli appassionati che storicamente hanno sempre preferito un altro genere di pilota, ma che alla fine lo hanno reso comunque il più vincente degli anni 80. Da grande protagonista della Formula 1 ha ovviamente avuto anche lui tantissimi rivali nel corso degli anni. Una schiera di campioni che hanno cercato in tutti i modi di prendere lo scettro che aveva conquistato con abnegazione.

L’intensa e accesa rivalità con Ayrton Senna

Insieme sul podio dopo aver battagliato per anni in una rivalità che era sfociata in collisioni, polemiche e liti. È questa l’immagine finale del dualismo tra Alain Prost e Ayrton Senna, due tra i piloti più importanti nella storia della Formula 1.

Una sfida iniziata nel 1988 quando Ayrton Senna passò alla McLaren, scuderia nella quale era prima guida Alain Prost. All’epoca aveva già vinto due titoli iridati, ma il carattere e la personalità di Senna vennero fuori in poco tempo. Il 28 settembre 1988 durante il gran premio del Portogallo quando Senna e Prost diedero vita ad un incredibile testa a testa. Il francese affiancò e superò il brasiliano sul rettilineo principale al termine della prima tornata, durante il sorpasso Senna tentò di difendersi stringendo la McLaren del francese contro il muretto dei box. Una manovra pericolosa che venne subito criticata da Alain Prost e che portò al deterioramento del loro rapporto.

Il campionato del 1988 fu vinto da Senna per 3 punti e da lì iniziò ad intensificarsi la rivalità anche fuori dalla pista. Nacque un patto tra i due, secondo il quale il pilota in testa dopo la partenza non avrebbe dovuto essere attaccato dal compagno in curva 1. Nel Gran Premio di San Marino del 1989 l’accordo venne rispettato da Prost e non da Senna che provocò la reazione infuriata del francese.

Il duello si spostò anche sul piano politico con Senna che aveva l’appoggio della Honda (fornitore dei motori McLaren) e del team manager Ron Dennis. Alain Prost invece veniva accusato di amicizia con il presidente della FIA Balestre. A metà stagione lo stesso francese annunciò il passaggio alla Ferrari e il divario tra i due piloti divenne talmente ampio da destare sospetti e scatenare le proteste di Prost per il trattamento ricevuto dalla propria squadra.

Epocale fu la sfida durante il Gran Premio del Giappone con Senna che decise un attacco disperato su Prost. I due si agganciarono e scivolarono assieme lungo la via di fuga in asfalto. Prost uscì subito dalla vettura, Senna venne spinto dai commissari (manovra non permessa) e riuscì a ripartire. Dato l’ampio divario dagli avversari, Senna ripartì al comando ma aveva l’alettone anteriore piegato e dovette rientrare ai box subito per sostituirlo a 5 giri al termine. Rientrò in pista al secondo posto, ma diede vita a tre giri a ritmo impressionante che gli permisero di superare il leader della gara e conquistare la vittoria. Tutto però venne vanificato per una squalifica arrivata per aver tagliato la chicane in seguito all’incidente e per aver ricorso ad aiuti esterni per farsi rimettere in pista. Col ritiro di Senna, Alain Prost si laureò campione del mondo per la terza volta.

Il ritiro e la pace con il rivale Senna

Il passaggio del francese alla Ferrari non placò la rivalità tra i due. L’epilogo arrivò a Suzuka con lo speronamento di Senna su Prost. Corsa finita per entrambi e Senna si laureò campione del mondo. Qualche tempo dopo Senna ammise pubblicamente non solo di aver causato apposta l’incidente del 1990, ma di averlo anche premeditato.

La rivalità si affievolì negli anni successivi per poi riprendere nel 1993 quando Prost ritornò alle gare (dopo un anno sabbatico) alla guida della Williams-Renault, la grande favorita della stagione. La pioggia, sempre nemica di Prost, aumentò le possibilità di Senna che riuscì a tallonare il suo rivale di sempre. Prost però prese il largo vincendo in Spagna, Canada, Francia, Gran Bretagna e Germania.

La rivalità si trasformò in amicizia e rispetto proprio durante la stagione quando Prost annunciò il ritiro dalle corse contestualmente alla conquista del suo quarto titolo. Al termine dell’ultimo Gran Premio, Senna fece salire Prost insieme a lui sul gradino più alto del podio. Con la nuova stagione Senna telefonò più volte a Prost e poco prima della tragica morte del brasiliano, i due si salutarono in diretta televisiva. Senna disse: “Un saluto speciale al mio…al nostro caro amico Alain. Ci manchi Alain”. Al funerale di Senna, Prost fu tra i piloti che portarono a spalla il feretro del suo rivale-amico. In 162 Gran Premi disputati Ayrton Senna ha vinto 41 gare ed è riuscito a conquistare tre Mondiali.

Gli screzi con Nelson Piquet

Un altro grande rivale di Alain Prost è stato il brasiliano Nelson Piquet. In 204 Gran Premi disputati, ha ottenuto 23 vittorie ed è riuscito a vincere tre campionati di Formula 1. Era furbo, spietato, forte contro i forti ed in grado di tirare il meglio nelle situazioni più complicate, un pilota diverso da Senna e Prost che all’epoca dominavano la scena. La rivalità con Prost venne anticipata da un evento che colpì il francese.

Nel 1983, durante il Gran Premio d’Olanda, Prost attaccò a ogni giro Piquet, ma il brasiliano riuscì a rintuzzare ogni tentativo. Al giro 41 Prost arrivò troppo deciso e tamponò Piquet. Il rivale non se ne ebbe a male e cominciò una breve amicizia che però terminò quando Piquet riuscì a conquistare la vittoria finale del campionato. Fu il primo titolo mondiale per un pilota al volante di una vettura a motore turbo.

Un altro episodio rilevante tra i due arrivò al Gran Premio di San Marino del 1986 con Piquet alla guida della Williams. Alla curva Rivazza dell’ultimo giro il “professore” rallentò perché era senza benzina. Invece di fermarsi, scelse di procedere a zig-zag permettendo così di far arrivare il carburante necessario al motore per tagliare il traguardo davanti a Piquet. All’inizio della stagione 1988 fece scalpore un’intervista rilasciata da Piquet dove attaccava tutti i suoi rivali, compreso Prost.

Il compagno di squadra Keke Rosberg

C’è solo un Mondiale nel palmares di Keke Rosberg, quello tragico del 1982 che vide la scomparsa di Gilles Villeneuve. Era un pilota di grande regolarità, aggressivo, quasi irrispettoso della sua vettura e che si esaltava in condizioni difficili. La rivalità con Prost fu più di tipo politico che tecnico e divampò nel 1986 quando passò alla McLaren, diventando compagno di squadra del francese. Furono tantissimi i problemi per il finlandese, anche soprattutto perché la scuderia si concentrò esclusivamente su Prost. Durante la stagione annunciò il suo ritiro e la sua ultima gara passò alla storia per la vittoria del campionato da parte proprio del suo compagno di squadra. Era in testa ma una foratura lo costrinse al ritiro, anche Mansell fu costretto al ritiro, Piquet venne penalizzato e Prost si ritrovò così campione del mondo.

Niki Lauda e la vittoria finale con il minimo distacco

Per due anni consecutivi Alain Prost era riuscito a vincere più gran premi di tutti ma senza riuscire a diventare campione nel mondo. La beffa più grande arrivò nel 1984 a causa del grande Niki Lauda. Il pilota austriaco vinse il campionato per mezzo punto, ancora oggi il minor distacco mai registrato tra due piloti in lotta per la classifica finale.

Meticoloso, freddo, determinato ed essenziale, Lauda è stato uno dei migliori piloti nella storia. È stato tre volte campione del mondo, ha vinto 25 gran premi ed è salito sul podio 54 volte. Nel 1984 Prost diventò suo compagno di squadra alla McLaren e nella prima parte di campionato dimostrò subito di essere all’altezza della situazione. Conquistò tre vittorie e due podi, ma nel trionfo di Montecarlo i punteggi di tutti i piloti vennero dimezzati perché la competizione venne sospesa prima del termine della forte pioggia.

La seconda parte della stagione fu costellata dai ritiri così da permettere al più regolare Lauda di superarlo in classifica. Tutto venne deciso nell’ultimo gran premio con Prost costretto a vincere e a sperare che il suo compagno di squadra arrivasse terzo. Non fu così. Lauda arrivò secondo e vince il campionato per mezzo punto.

Il passaggio del testimone da Alan Jones ad Alain Prost

Non ci fu una vera propria rivalità tra Alan Jones e Alain Prost. L’australiano conquistò il campionato del mondo del 1980 per poi dare spazio ai piloti che hanno infiammato il decennio successivo. Tra questi ovviamente c’è stato anche Alain Prost, che nel 1981 conquistò le sue prime vittorie in Formula 1. Dopo aver trionfato in Francia, dominò in Gran Bretagna e in Austria senza però riuscire a raggiungere il traguardo. Poi arrivò il successo in Olanda battendo dopo uno straordinario duello proprio Alan Jones, all’epoca campione del mondo in carica. Quella gara rappresentò un passaggio di testimone dall’australiano al francese, ormai pronto con le vetture turbo a poter finalmente conquistare il campionato del mondo.

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