Addio guardrail assassini, pronto il decreto “salvamotociclisti”

Molti motociclisti purtroppo hanno perso la vita a causa dei guardrail pericolosi, si arriva alla soluzione

Abbiamo già parlato dei cosiddetti guardrail assassini, pericolosi per la vita dei motociclisti in caso di incidenti.

Denominati anche guardrail ghigliottina, non c’è bisogno che spieghiamo il motivo, si sono rivelati moltissime volte la causa della morte di moltissimi centauri coinvolti in incidenti in sella alla loro due ruote. A gennaio abbiamo parlato della possibilità di introdurre una nuova norma che potesse eliminarli per sempre dalle strade, annullando l’alto rischio. È successo anche in seguito all’incontro tra la mamma di una vittima e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. La donna aveva chiesto l’approvazione della legge di attuazione della normativa europea su questa tematica anche all’interno del nostro Paese.

Una norma che prevede che vengano installati dei dispositivi “salvavita” per i motociclisti, soprattutto in corrispondenza di alcuni tratti di strada particolarmente critici, dove purtroppo è più alta la probabilità che avvengano incidenti gravi, anche mortali. Oggi ci siamo, finalmente pare che il decreto sia pronto, con il conseguente inserimento dei guardrail di protezione per tutti gli utenti che viaggiano su due ruote. Si tratta di barriere che dovrebbero essere montate sotto tutti i guardrail “con una superficie continua sia in senso orizzontale che verticale per un’altezza di almeno 80 cm dal piano si strada”.

Il nuovo decreto entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ed è stato anticipato dall’Asaps, che ha spiegato come il testo sia stato approvato anche dalla Corte dei Conti, dopo la pubblicazione sul portale dell’Unione Europea. Sembra quindi che tutto vada per il verso giusto e che l’iter legislativo filerà liscio, senza alcun intoppo o alcuna spiacevole sorpresa. L’unica cosa che resta da fare, ovviamente fondamentale, è individuare le zone da proteggere.

Luigi Altamura, capo della polizia Municipale di Verona e consigliere dell’Asaps, spiega: “I dispositivi potranno essere installati anche in corrispondenza di punti singolari della strada quali curve circolari con un raggio minore di 250 m ed intersezioni in corrispondenza dei quali si siano verificati nel triennio cinque incidenti con morti e/o feriti, che abbiano visto il coinvolgimento di motoveicoli e/o ciclomotori. Sarà fondamentale l’opera degli enti proprietari strade, affinché siano georeferenziati in modo corretto tutti gli incidenti stradali attraverso gli organi di polizia stradale, per fornire utili elementi ai progettisti. L’Italia si adegua al resto d’Europa, anche se il decreto entrerà in vigore solo sei mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Peccato, sarebbe servita una procedura più tempestiva, ma le norme saranno operative nel 2020. Lo pretendono gli utenti motorizzati a due ruote”.

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