Un 2019 tra auto elettriche, ecobonus, fusione Fca-Psa

Quello che doveva essere un anno di transizione si è trasformato in un anno rivoluzionario. Cosa è cambiato

In molti avevano previsto che il 2019 sarebbe stato un anno piatto, per il mondo dell’automobile. La rivoluzione elettrica sembrava essere ancora lontana dall’essere completamente realizzata, mentre sul fronte più prettamente “strategico” le case automobilistiche sembravano essere destinate a un anno di stasi, in attesa che qualcosa di grosso accadesse nei prossimi anni.

Non poteva accadere nulla di più differente. Le nuove normative sul fronte delle emissioni hanno spinto molti produttori a rivedere le proprie strategie in corsa: c’è stato chi ha dato un’accelerata al piano di elettrificazione del parco auto e chi (come FCA, ad esempio) ha sottoscritto accordi miliardari con altre case e aziende per diminuire il proprio “impatto ambientale” ed evitare così delle pesantissime multe. Insomma, quello che doveva essere un anno di transizione si è trasformato in un anno di grandi cambiamenti sotto molteplici punti di vista.

Il Governo italiano ha poi tentato di dare un’ulteriore spinta alla conversione del parco auto circolante (tra i più vecchi e inquinanti d’Europa) introducento l’ecobonus e l’ecomalus per le nuove auto acquistate. Una misura fortemente contestata da più parti, ma che ha avuto diversi effetti positivi sull’acquisto di auto elettriche, ibride e poco inquinanti. La somma inizialmente postata dall’Esecutivo Conte è stata completamente consumata in pochi mesi e, prima della fine dell’anno, il fondo per l’acquisto di auto a basse emissioni (o emissioni 0) è stato rimpolpato.

Il 2019, però, è stato anche l’anno delle fusioni, prima mancate e poi avvenute. Dall’estate, infatti, si è iniziato a parlare di un matrimonio franco-italiano capace di ribaltare i rapporti di forza all’interno del settore automotive a livello mondiale. Al centro delle trattative, come noto, c’è sempre stata FCA, alla ricerca di un partner che la facesse uscire dal limbo nel quale era finita da qualche anno a questa parte.

C’è stato così il primo tentativo di fusione con Renault, fallito sul “filo di lana” anche a causa di alcune ingerenze esterne. Ma il matrimonio con una francese “s’aveva da fare” e, un po’ a sorpresa, è arrivato l’accordo con il gruppo PSA proprio negli ultimi giorni dell’anno. Da questo accordo nascerà il quarto gruppo automobilistico al mondo per auto prodotte ogni anno e il terzo per fatturato, con la possibilità di creare economie di scala e non solo. FCA, ad esempio, potrà sfruttare le piattaforme PSA per progettare e realizzare nuovi modelli ibridi ed elettrici, ancora assenti nella sua offerta commerciale.

Secondo alcuni, la prima auto elettrica FCA nata dalla collaborazione con i Transalpini potrebbe essere la nuova Punto. Altri, invece, sostengono che lo zampino si vedrà sulle Jeep ibride e la 500X ibrida, già in fase di progettazione. Al momento, ovviamente, siamo in piena fase di speculazioni, ma già dalle primissime settimane del 2020 si dovrebbe sapere qualcosa in più.

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