Mercedes, torna in vita la Silver Arrow del 1932

Una replica dello storico modello è stata realizzata partendo da zero e scenderà in pista al Pebble Beach

La storica Mercedes SSKL del 1932, la Silver Arrow, torna in vita per partecipare al Pebble Beach di quest’anno.

Un evento unico che si deve al lavoro svolto dal Mercedes-Benz Classic Center che si occupa del ripristino e della conservazione dei vecchi modelli della Casa tedesca. Per l’occasione, creato una replica della SSKL del 1932 per farla sfilare, in tutto il suo splendore, al Pebble Beach Concours d’Elegance 2019.

Barone Reinhard von Koenig-Fachsenfeld progettò il corpo aerodinamico della Mercedes SSKL del 1932, il primo esempio di auto ottimizzata per l’aerodinamica. Il design della monoposto permetteva di ridurre la resistenza del 25% e di raggiungere una velocità massima di 235 km/h. Sotto il cofano della SSKL che sta per Super Sport Short Light, c’era un motore a 6 cilindri in linea da 6 litri, in grado di produrre una potenza di 237 cv in forma aspirata e di 296 cv con un compressore volumetrico.

L’auto originale, purtroppo, è andata perduta nel tempo e per questo, il Mercedes-Benz Classic Center ha dovuto ricrearla partendo interamente da zero. I tecnici tedeschi si sono basati sulle foto e sulle documentazioni provenienti dagli archivi storici per realizzare la replica della Silver Arrow. L’esemplare è già stato mostrato al Goodwood Festival of Speed senza scendere in pista. Accenderà i motori per la prima volta al Pebble Beach Tour d’Elegance il 15 agosto, per poi essere esposta alla Mercedes-Benz Star Lounge.

A questa iconica vettura è legato un aneddoto che ha fatto la storia del marchio di Stoccarda. La Mercedes SSKL del 1932 partecipò e vinse la gara Avus di quell’anno. Un presentatore radiofonico, per descrivere la vettura, usò per la prima volta il termine “Silver Arrow”, letteralmente “Freccia d’argento”. Un accostamento naturale, visto che l’auto in questione era di un grigio argentato che sarebbe diventato il tratto distintivo della Stella a tre punte. Ai piani alti della Mercedes hanno spesso raccontato come si sia trattato solamente di una coincidenza e non di una scelta estetica perché la carrozzeria dell’auto era rimasta semplicemente nuda, senza alcuna colorazione. La mancanza di vernice donò al modello in questione quel colore argentato che è passato allo storia, accompagnando anche le monoposto di Formula 1 della Casa tedesca, dalla McLaren di Hakkinen alla Mercedes di Hamilton.

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